
La ballata degli indignati
Cinque anni e mezzo fa (Governo Berlusconi), il 7 ottobre del 2008, ad indignarsi era l’onorevole Francesco Laratta (Pd) primo firmatario dell’interrogazione a risposta immediata al ministro dell’Economia e delle finanze, per la delibera del Cipe che assegnava un contributo a fondo perduto di 140 milioni di euro per il comune di Catania e di 500 milioni di euro per il comune di Roma, attingendo le relative risorse dal fondo statale per le aree sottoutilizzate.
Oggi dopo che in aula al Senato è approdata la discussione sul cosiddetto decreto Salva-Roma, è il senatore bellunese Giovanni Piccoli (Forza Italia) indignato che dice: “Con il Salva-Roma il Governo Renzi lancia un messaggio gravissimo, andando a premiare le cattive amministrazioni, quelle che hanno accumulato debiti, scialacquando denaro pubblico. E’ un segnale irresponsabile e che va nella direzione opposta di merito e trasparenza tanto decantata dal premier e dai suoi seguaci. Con buona pace dei comuni virtuosi del Bellunese”.
“Si introduce una iniqua premialità a scapito delle amministrazioni virtuose, e questo proprio nel momento in cui si sta per chiedere ai sindaci di piccoli comuni di rinunciare a qualsiasi forma di compenso, dimenticando quanto la figura del primo cittadino in queste realtà spesso periferiche sia cruciale e fondamentale”.
“La realtà è che il Salva-Roma è uno dei primi provvedimenti concreti della cosiddetta “nuova era” dell’Esecutivo Renzi: si salva il comune di Roma dal dissesto finanziario, mentre gli altri – a cominciare dai più bravi – vengono costantemente bastonati”, conclude Piccoli.


