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Treni: il Comitato Binari Quotidiani fa il bilancio della situazione veneta con particolare riferimento a Belluno

treno minuetto dieselSi è svolta sabato a Mestre una riunione tra vari comitati di pendolari e cultori della mobilità sostenibile in Veneto. Erano rappresentati Legambiente, Federconsumatori, Studenti Universitari e Medi Padova, Trenitardo, Treno dei Desideri, SI-REG-per il passaggio a nordest, Comune di Oderzo e pendolari opitergini, pendolari del Veneto orientale (San Donà, Portogruaro, Fossalta), BinariQuotidiani, Regione Veneto, gruppo sindacale ferrovieri.

Si sono individuati 2 filoni operativi: il segnalare le modifiche di orario ferroviario per migliorare il servizio e lavorare coordinati per ottenere una svolta politica a scala regionale sul trasporto pubblico locale.

Oltre a questi filoni operativi sono emerse alcune notizie nuove e importanti, riportiamo solo quelle che si è riusciti a capire compiutamente.

Molti treni fermano a Mestre e non arrivano Venezia perché RFI ha imposto un limite che si potrà superare quando saranno ultimati i lavori per potenziare il nodo stesso. Vi sarà un treno la sera alle 22:29 da Padova a Montebelluna.

Non potrà proseguire fino a Belluno perché la stazione non ha spazio per ospitare un altro treno che stia li a “dormire”.

Non si può far arrivare i treni a Longarone perché l’Agenzia per la Sicurezza ha posto il vincolo che li non possono fermarsi treni in fine corsa.

I lavori sulla linea per Calalzo sono imprescindibili e non di colpa di Trenitalia, ma della natura geologica del luogo. A fine luglio, ma è probabile, come di consueto, un ritardo di 15 giorni nella riapertura della linea Belluno – Calalzo

Nel mese di gennaio 2014 su molte tratte c’è un incremento di passeggeri rispetto a marzo 2013 che è segno che il cadenzato funziona.

Le province hanno competenza sul trasporto su gomma e la Regione ha la competenza diretta solo su quello ferroviario però si impegnerà a creare un confronto di coordinamento tra ferro e gomma, però prima di poter far questo bisogna creare un sistema ferroviario affidabile.

A dare queste informazioni è stato l’ingegner Menna, consulente della Regione e presente alle veci dell’assessore Chisso.

Chi rappresentava BinariQuotidiani vorrebbe così esternare alcune considerazioni:

– perché un ente politico amministrativo come la Regione si fa rappresentare da un consulente e non da un politico o un suo dirigente?

– in questa occasione il rappresentante della Regione ha apportato come motivazioni di alcune scelte il fatto che ci siano vincoli posti da enti contro i quali la Regione sembra essere impotente; già Chisso aveva risposto con questo genere di motivazioni per altre cose (es. questa è la minestra che ci da il ministero ecc). Perchè la Regione non ha reso pubbliche queste motivazioni quando si sono prospettate e le rende note a cose fatte tanto che ora suonano più come delle scuse? Siamo proprio sicuri che l’opinione/pressione dei cittadini correttamente informati non avesse potuto aiutare la Regione a far delle altre proposte e scelte invece di dover accettare supinamente delle regole imposte dall’alto?

– Perchè invece di fermare il treno a Montebelluna non farlo proseguire fino a Belluno e liberare un posto a Belluno istituendo un’altra corsa in discesa? La soluzione trovata continua a tagliar fuori la provincia di Belluno, il Primiero e quella parte di trevigiano che gravita su Cornuda, Pederobba, Alano-Fener. Possono gli amministratori di tutte queste zone accettare una soluzione di questo tipo?

– la Regione Veneto ha destinato circa 200mila euro a Sistemi Territoriali per monitorare la qualità del servizio e il gradimento del nuovo orario cadenzato. Perchè la Regione affida questo compito oneroso ad un ente esterno e non si è avvalso delle proprie forze e dei dati che per contratto Trenitalia consegna alla Regione? Ad un precedente incontro tecnico i vertici regionali Trenitalia dicevano che duecentomila euro era circa il il costo per un anno di una corsa con treno minuetto sulla tratta Conegliano – Belluno.

 

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