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Maison Lion apre l’Hostaria, nella piazzetta di Marsiai (Cesiomaggiore), cenacolo di contaminazione “Cult-Rurale”

Partita lo scorso novembre, La Maison Lion, locanda ristorante e petit hotel, progettata e realizzata in un concetto tutto eco-sostenibile, ha visto il completo recupero di tutti i materiali antichi presenti nell’edificio.

la maison lion cesiomaggiorePietre e sassi a vista risanati e ricollocati, tegole in cotto pulite e rimesse sul tetto, terrazzi in legno levigati e adattati alle nuove esigenze strutturali e senza perdere la patina del tempo, porte a compasso riportate al naturale, marmorini in materiale ecologico traspirante per tutte le pareti, pavimenti in legno di larice massiccio per le camere, boiserie con legni di diverse essenze, pietre naturali con taglio a mano, e tanti arredi recuperati di epoche antiche dal XV sec al Decò.

La Maison Lion ora apre le porte dello spazio esterno dedicato all’ Hostaria, come luogo di ospitalità e ristoro per viandanti come in antico, dove queste sorgevano per la maggior parte dei casi sulle strade, piazze e mercati, conferendo a questi luoghi un significato di relazione sociale, con incontri amichevoli o d’affari. Una Hostaria all’angolo della piccola piazza di Marsiai, borgo del comune di Cesiomaggiore, dove il “vinum” di allora diventa oggi l’elemento di convivialità, in un cercare di ricostruire quel modo dimenticato di stare nelle piazze come luogo di conversazione e di unione. Un ridisegnare la figura dell’oste e commensali in una chiave moderna, incline a creare partecipazione anche attraverso progetti sociali -culturali rivisitati e consoni al nostro tempo.

Hostaria la maison lionIn questo luogo, nascono idee, confronti, collaborazioni, perché l’Hostaria è l’appendice o la chiave d’ingresso dei clienti che possono incrociare designer, artigiani, stilisti, artisti, registi, filosofi, letterati, scrittori e persone che pensano, discutono ma soprattutto si confrontano nel silenzio che in questo luogo è quasi “imperdonabile”. Il tutto fa parte del progetto del cenacolo di “contaminazione cult-rurale” pensato da Marika e Michele che per la prossima estate prevede già una serie di giornate dedicate al cinema d’essai, all’arte contemporanea, alla musica con un particolare invito ai giovani, il tutto nel desiderio di recuperare certi valori sociali ormai inattesi ma pur sempre recuperabili da condividere sedendosi nelle vecchie sedie impagliate e sfilacciate dell’Hostaria.

Un’altra sfida – dichiara Marika Lion – I tempi non sono facili, anzi, ma è necessario investire in qualità e c’è anche da dire che il bellunese è davvero un luogo incantevole che va rivalutato attraverso la partecipazione semplice della gente, vorrei poter arrivare ad offrire alle persone, ai giovani e a chiunque lo desidera, quello che non si è mai perso, il significato delle relazioni sociali, perché la memoria continuerà a sopravvivere e domani…narrerà anche questo tempo e non possiamo permetterci che venga “scritto o narrato” come un periodo confuso, convulso o contraddittorio, dove sembra meno compromissorio il ruolo dello spettatore o dell’attore che quello del regista. Non so ancora e forse mai lo saprò se un giorno vi sarà un mondo diverso e migliore, comunque resta importante pensarlo e continuare a progettare e costruire modelli utili alla società”.

 

 

 

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