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Le sementi bellunesi conquistano Milano

Tiziano Fantinel
Tiziano Fantinel

Davvero notevole l’interesse suscitato dalla mostra delle sementi antiche, tipiche e tradizionali bellunesi che il Gruppo Coltivare Condividendo ha esposto a Milano in occasione della sua partecipazione a “Fai la cosa Giusta”. 

“In molti si sono stupiti dell’immensa biodiversità ancora presente in provincia – riferisce Tiziano Fantinel referente del Gruppo Coltivare condividendo – . Le quaranta varietà di fagioli la decina di varietà di mais, ma anche i molti cereali, legumi e piante orticole han stimolato domande, molte richieste anche di poter acquistare i nostri prodotti.

Ci piace l’ aver dato un immagine positiva della nostra Terra e della sua enorme ricchezza – prosegue Fantinel – , purtroppo troppo spesso ignorata soprattutto da amministratori e politici sempre pronti a spalancare le porte a “proseccari”, viticoltori o potenziali coltivatori di OGM e molto poco attenti a quei bellunesi che coltivano sano, sostenibile e “bio-diverso”

Oltre alla mostra super ammirata e richiesta in svariate zone d’Italia (a breve saremo a Modena) è stato molto apprezzato anche l’intervento che alcuni componenti del Gruppo hanno fatto sull’agricoltura famigliare. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2014 .. anno internazionale “dell’agricoltura famigliare” Riconoscendo ad essa un ruolo centrale, fondamentale nella produzione di cibo e nello “sfamare il mondo”

L’ agricoltura famigliare ha un ruolo fondamentale anche nella nostra provincia. Un coltivare per lo più teso all’ auto produzione, all’ auto sostentamento, incentrato su biodiversità e salubrità. Chi coltiva per produrre il proprio cibo ben difficilmente “lo avvelena” e cerca anche di nutrirsi in modo vario e stagionale

Un coltivare quindi finalizzato al produrre CIBO (vario e sano) e non un attività speculativa o dedita alla produzione di MERCE, come spesso lo è l’agricoltura intensiva zeppa di pesticidi, di OGM e incurante di salubrità e fertilità del suolo

Un dato che è stato più volte sottolineato è che di fatto, nonostante tutti i sussidi che vengono dati alle grandi aziende e gli incentivi all’agricoltura industriale, il 72% del cibo mondiale viene prodotto da piccole realtà.

A dirlo non è la Rivista di Commercio e Ambiente elaborata durante la Conferenza sul Commercio e lo Sviluppo promossa dall’Onu nel 2013: la sicurezza alimentare necessaria in un periodo di cambi climatici non può essere garantita dall’agricoltura industriale e dalle monocolture che anzi stanno causando enormi danni all’ambiente. Il report continua dicendo che l’agricoltura deve spostarsi verso modelli che stimolano la ricchezza di varietà coltivate, verso un impiego sempre più ridotto di sostanze chimiche, e produzione e consumo rivolti all’ambito locale E pensiamo che questo sia vero anche e soprattutto per la nostra zona.. terra sempre meno tutelata, terra di conquista.

Torniamo da Milano con la consapevolezza che il coltivare sano e sostenibile, puntando su biodiversità e tipicità è un qualcosa che è e puo’ diventare molto importante per la nostra Provincia. E’ ovviamente molto importante lavorare tutti assieme, mettendo a frutto saperi, capacità, conoscenze ed esperienze. Ci piace molto l’idea di L. Solinas (consorzio del fagiolo gialet) che ipotizza la costruzione della “casa della biodiversità” nel bellunese, con frigo di conservazione sementi, attrezzature a disposizione di tutti e luogo culturale di socializzazione e aggregazione.

Per quel che ci riguarda, stiamo pensando ad alcune iniziative che cercheremo di concretizzare al più presto (sempre tutto all’insegna del totale auto finanziamento)

In primis il progetto “custodi della biodiversità”, un progetto aperto a tutti coloro che desiderano prendersi cura di un seme coltivandolo e riproducendolo nel loro orto, campo o terrazzo di casa. Grazie alla collaborazione con altre associazioni di “salvatori di semi” stiamo anche sperimentando (e affidando) varietà di orticole, dai pomodori, ai cavoli, a zucchini e molto altro tipiche di altre zone d’Italia ma molto adatte anche qui da noi

Non trascureremo la parte tecnica e informativa Abbiamo già avviato un progetto che mira al diffondere conoscenze sul come si riproduce un seme e su come è possibile migliorare (geneticamente parlando) le nostre sementi. Siamo riusciti a coinvolgere uno dei più noti genetisti a livello mondiale il prof Ceccarelli Lui non opera al chiuso di un laboratorio ma in campo, con la “selezione partecipata” che consente di far si che le informazioni circolino e si diffondano e non restino in mano solo a pochi.

E tutto ciò in modo totalmente gratuito.

Crediamo che il fare rete dal basso, il collaborare e il costruire assieme, unitamente a passione e amore per la propria terra – conclude Fantinel –  siano basi importanti su cui costruire il nostro futuro

 

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