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Mido, Milano 1-3 marzo. Lorraine Berton, presidente Sipao: “Dobbiamo agganciare la ripresa in atto nei mercati esteri”

mido-logoBelluno, 25 febbraio 214 – «Le aziende bellunesi del distretto dell’occhiale si presentano al Mido di Milano con entusiasmo e con la speranza di agganciare la ripresa in atto nei mercati stranieri, anche per sopperire alla difficile situazione della domanda interna». Lo afferma Lorraine Berton, presidente di Sipao (sezione industrie produttrici articoli occhialeria), a pochi giorni dell’inizio della fiera internazionale del settore più importante al mondo, in programma dal primo al tre marzo. «La situazione del distretto – spiega Lorraine Berton – non è omogenea. Abbiamo alcune aziende, in particolare le grandi, che continuano a registrare performance positive, anche e soprattutto grazie alla loro vocazione internazionale. Altre, invece, sono un po’ più in sofferenza e stanno profondendo grandi sforzi per aumentare la loro presenza sui mercati stranieri, perché questo è l’unico modo per superare l’attuale fase di crisi. Da questo punto di vista, sono molte le aspettative per il Mido, l’evento più atteso dell’anno per gli operatori del settore. L’auspicio è che questa sia l’occasione, per le nostre imprese, per trovare nuovi clienti stranieri, in particolare dei mercati emergenti».

Con quasi trecento imprese e undicimila occupati, l’occhialeria resta il comparto più importante per l’economia della provincia, nonostante la sua consistenza abbia subito una contrazione negli ultimi anni, e mantiene nel suo insieme un livello di eccellenza mondiale in termini complessivi di qualità del prodotto, di fatturato e di export. «Il mercato internazionale – aggiunge Lorraine Berton – è sempre più complesso e competitivo. Purtroppo, le nostre aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, scontano alcuni problemi strutturali del sistema paese, come l’elevato costo del lavoro e a una burocrazia opprimente, e altri caratteristici del territorio, come l’inadeguatezza delle infrastrutture che si traduce in maggiori costi. Se a tutto questo aggiungiamo la crisi dei consumi interni, è ovvio che la situazione generale delle aziende sia di sofferenza e di insofferenza. Fortunatamente, possiamo contare su una riconosciuta qualità del prodotto e sul valore del Made in Italy che giocano ancora un ruolo fondamentale».

«Ciò non toglie – conclude Lorraine Berton – che anche le occhialerie auspicano un significativo cambio di rotta nelle politiche industriali del governo. Abbiamo bisogno di provvedimenti urgenti che permettano alle nostre aziende di competere sui mercati internazionali senza l’attuale, insopportabile zavorra».

 

 

 

 

 

 

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