
“Ringrazio la giovane segretaria del PD per il dono dello specchio. L’impeto giovanile gioca tuttavia brutti scherzi: l’Ato provinciale è infatti stato fino all’ultimo nelle mani della sinistra Bellunese, fino a quando la Lega Nord non ha posto il problema della tenuta dei bilanci e delle tariffe”.
Lo afferma il segretario provinciale della Lega Nord Leonardo Colle, rispondendo alla provocazione lanciata ieri dalla segreteria provinciale del Partito democratico.
“La galassia Bim è stata viceversa gestita negli ultimi dieci anni dal PdL – prosegue Colle – , dopo essere stata nelle mani del centro sinistra per il precedente decennio.
Vogliamo a questo punto parlare del motivo per il quale l’Ato non concedeva gli aumenti di tariffa al GSP? Troppo imbarazzante!
Non è che i due gemelli non andassero d’accordo proprio per ragioni politico elettorali?
La Lega non ha mai avuto ruoli dirigenziali o direzionali nei due ambiti menzionati, per il semplice fatto che i Sindaci leghisti erano in assoluta minoranza.
Tant’è vero che la segreteria del PD deve andare a scovare un EX leghista, uscito dalla Lega nella notte dei tempi, che si è occupato di Gsp quando ormai era totalmente organico al PdL.
Se volete allora mettiamo in conto al PD le gesta di Stalin.
Ma ora andiamo al vedo: chi paga il buco generato dagli interessi passivi? Cosa intende fare l’amministratore unico Vignato per tutelare gli utenti Bellunesi?
La proposta di una Class Action – conclude il segretario della Lega Nord Leonardo Colle – ha colpito la governance dell’acqua al cuore e riporta la questione al nodo della tutela dei Bellunesi incolpevoli, chiamati a pagare un debito che non hanno voluto. Al problema delle famiglie ed ancor più delle attività produttive che subiranno un salasso inatteso ed immeritato”.


