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martedì, Aprile 20, 2021
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Bollette Bim Gsp e il buco di 80 milioni

Sono arrivate le bollette di Bim Gsp e la giusta indignazione di tanti cittadini si è fatta sentire.

Ma non è stato questo l’unico risultato, c’è anche dell’altro.

Perchè abbiamo potuto anche constatare, ammesso che fino ad ora non ci fossero state prove più che sufficienti, l’assoluta pochezza di una politica che pare fermamente decisa a non voler assolutamente sapere chi ci sia sotto il passamontagna.

Paura degli specchi o normale timore di un sovraffollamento che sarebbe oggettivamente complesso da gestire?

Risposta difficile, meglio evitarla a causa dei tanti annessi e connessi.

Molto meno complicato invece valutare la vasta gamma di silenzi e di soluzioni operative (eufemismo) che ci vengono proposte sulla stampa.

Innanzitutto, e nel più assoluto rispetto di tradizioni ormai consolidate, non una parola su quel modello partecipativo che la Corte dei Conti ha già definito ed abbondantemente criticato in tutti i suoi effetti economicamente e socialmente distruttivi.

Ma fin qui è comprensibile, un ventennio di governo nero/verde del Veneto fornisce dati così spaventosi che è meglio far finta di nulla.

E non va dimenticato l’appuntamento elettorale del 2015, un PD pronto ad un possibile e succoso turn/over nella gestione regionale non può minare alla base i dovuti e necessari squilibri.

Ma oltre alle riflessioni di bassa politica/alta macelleria ciò che deve farci riflettere è proprio la serie di soluzioni locali che sono state ventilate.

Sulla raccolta di firme crediamo ci sia poco o nulla da dire, la comprovata inutilità di questi tentativi è nota a chi frequenti i giornali anche solamente ogni 2/3 settimane.

Serve unicamente a far sfogare i villici (noi compresi) ed a far passare tempo inutile fino al successivo ed utilizzabile casino, solitamente non serve aspettare molto.

A seguire l’idea di una class/action contro l’attuale gestione di Bim Gsp, e qui secondo noi si sfiora il ridicolo.

Intraprendere un’azione nei confronti di chi sta solo cercando di far quadrare i conti senza avere nessuna responsabilità sulle precedenti “magnerie” rappresenta in modo preciso e puntuale il classico atteggiamento di chi sa di non doversi sentire del tutto al sicuro, il classico “specchietto per le allodole” utilizzato per de/indirizzare incolpando strumentalmente chi è del tutto innocente.

E per concludere ci mancava solo la richiesta di un ripianamento del debito da parte dello Stato, cosicchè invece di infilare le mani nelle tasche dei soli bellunesi si potrebbe allargare la perversa pratica anche a quelle di tutti gli altri cittadini italiani.

Complimenti, un’idea veramente geniale, perfettamente in linea con le strategie dei vari governi Berlusconi, Berlusconi/Monti, Berlusconi/Letta e Berlusconi/Renzi.

La realtà purtroppo è solo una, 80 milioni di buco in 10 anni per fornire un normale disservizio idrico ad un numero di abitanti che equivale a quello di un quartiere di Milano.

Se in questo paese è ancora in vigore la Costituzione del 1946 c’è una sola strada possibile per chiarire le cose e definire le eventuali responsabilità, mettere tutto nelle mani della Magistratura.

Resterà invece in capo alla pubblica opinione valutare le ulteriori responsabilità, esclusivamente etiche e politiche, di coloro che dopo aver condiviso e partecipato ora hanno trovato di meglio da fare.

Fiabane Max

Sommavilla Luca

Barbieri Moreno

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