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Bim Gsp, aumento bollette dell’acqua: un provvedimento inaccettabile e di dubbia legittimità * intervento di Valter Bonan

Valter Bonan
Valter Bonan

Intorno alla grave vicenda dell’ aumento delle bollette dell’acqua si rischia di riprodurre il solito schema già visto in questi anni: indecoroso palleggiamento di responsabilità, sacrosante proteste spesso però senza proposte e soprattutto incapacità/non volontà di individuare le cause sostanziali di quanto accaduto per determinare soluzioni altre di prospettiva.

La questione di fondo, rimossa, nel governo dell’acqua e direi di tutti i beni comuni è la “democrazia” , che vuol dire trasparenza e forme di gestione dei servizi pubblici di interesse generale, partecipate e controllate dai cittadini

A questo proposito è giusto richiamare, in sintesi, alcuni dati oggettivi per evitare la deriva populistica e demagogica dell’assenza di alternative e di spazi praticabili di cambiamento anche a livello provinciale:

L’incremento delle tariffe è stato definito da una delibera dell’Autority (AEEG) nazionale, condiviso dal nostro Ato e recepito da Bim Gsp. Questi provvedimenti sono a nostro parere socialmente ed istituzionalmente inaccettabili e di dubbia legittimità in quanto eludono l’esito referendario, rappresentano una sorta di sanatoria retroattiva anche di debiti opinabili, eliminano il limite di prezzo del servizio trasformando i cittadini in clienti- bancomat che devono pagare in modo esponenziale anche eventuali inefficienze e responsabilità gestionali.

Onde evitare opportunismi di circostanza e lacrime di coccodrillo è giusto chiarire che contro questo nuovo metodo tariffario dell’AEEG è stato immediatamente presentato ricorso al Tar della Lombardia unicamente da parte del Forum Acqua Bene Comune (del quale fa parte Acqua Bene Comune bellunese) e da Federconsumatori; entro fine mese dovrebbe esserci il primo dibattimento di merito. Per quanto riguarda il recepimento a livello territoriale degli incrementi tariffari ritengo giusto chiarire che solo l’Amministrazione Comunale di Feltre ha espresso voto contrario all’approvazione dei documenti (bilanci) che recepivano questi aumenti e lo abbiamo fatto con le motivazioni sopra riportate.

Per ritornare al nodo centrale della democrazia è opportuno inoltre ricordare che anche la nostra proposta di rendere pubbliche le assemblee di Bim Gsp e di istituire un Organismo di trasparenza e di controllo del servizio idrico composto da cittadini, lavoratori ed organizzazioni sociali ed economiche del territorio, è stata respinta dalla maggioranza delle altre Amministrazioni Comunali socie in Bim Gsp (i cittadini possono verificare chi ha votato e come). Sin dal 2011 e dall’esito referendario abbiamo infine richiesto che si costruisse un percorso per cambiare modello societario gestionale del servizio idrico integrato passando da quello attuale, privatistico della SpA, all’Azienda Speciale Consortile pubblica, ma il fantasma dell’Ato non ha dato segni di vita né su questo né su altro.

Nella buia notte della gestione del servizio idrico integrato bellunese tutti i gatti possono sembrare neri, ma così non è.

Valter Bonan – Assessore Partecipazione e Beni Comuni del Comune di Feltre

 

 

 

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