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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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L’autonomia bellunese bussa, ma nessuno risponde

Lo scorso 7 febbraio, a margine della visita a Rocca Pietore, di fronte alla distruzione degli impianti sciistici del Padon, gli assessori veneti, a specifica domanda del giornalista di Telebelluno Gianbattista Zampieri, dichiaravano che “tutte le province sono specifiche” (Stival) e “quanto successo non centra nulla con la specificità” (Finozzi). Precedentemente il vice presidente Zorzato aveva affermato che non serve dare seguito l’art. 15 (specificità bellunese); l’importante sono le azioni.

Ora chiedo ai nostri tre moschettieri in laguna se non abbiano nulla da dire a proposito di questa pietra tombale dichiarata dalla regione Veneto sul Bellunese.

Mi rivolgo anche alle anime candide che lo scorso 26 ottobre non ritennero di partecipare alla manifestazione indetta dal Bard per l’Autonomia bellunese: “Vi ricordate quanto da voi richiesto nella pagina a pagamento che in contemporanea alla manifestazione faceste apparire su un organo di stampa locale?”

L’appello era firmato da “Associazioni imprenditoriali, dei professionisti, dei sindacati dei lavoratori e del volontariato” bellunesi.

In caso di dimenticanza, ve lo rammento. Chiedevate che entro il 15 novembre 2013 il ministro Delrio desse risposte alle nostre necessità, come già promesso anche dal primo ministro Letta in occasione della sua venuta a Longarone. Chiedevate anche che finalmente venisse rimosso il commissario straordinario in Provincia dott. Capocelli e si tornasse alle votazioni.

Non mi risulta abbiate avuto risposta o che la situazione nel contempo (tre mesi abbondanti) sia cambiata, anzi…

Di fronte a questa latitanza di Istituzioni politiche ed associative i Bellunesi stanno muti, “becchi e bastonati”. Contenti loro.

Tomaso Pettazzi

 

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