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Per quanto mi riguarda è stato un incontro utile ma assolutamente negativo. Da parte di Terna ed Enel non c’è stata quella sensibilità che la popolazione dell’Alto Bellunese avrebbe meritato e che certamente attendeva. Ora ci deve essere un moto di orgoglio da parte di amministratori e politici locali perché la questione, passato il clamore dell’emergenza, non passi in cavalleria”.
A dirlo è il consigliere regionale Dario Bond, a margine della seduta di Terza Commissione consiliare convocata appositamente per analizzare il problema dei blackout nel Bellunese. Oltre a Terna ed Enel hanno partecipato le rappresentanze locali delle Comunità e Unioni montane interessate dal fenomeno.
“In questo preciso momento occorre sminare l’arrabbiatura legittima e sacrosanta delle persone che si sono trovate ad affrontare una situazione ai limiti del paradossale. Ho visto il contenuto di interi congelatori in strada sotto i cumuli di neve, elettrodomestici irrimediabilmente danneggiati dopo essere stati collegati ai generatori con voltaggi superiori a quelli della rete ordinaria, per non parlare dei disagi alle aziende, agli operatori commerciali e a quelli del turismo. E tutto questo, mentre Cortina sta giocando tutte le sue carte per i mondiali di sci 2019”.
“Nonostante un quadro desolante, da parte di Enel e Terna non c’è stata la minima autocritica, eppure negli ultimi anni c’è stato un evidente peggioramento nel settore delle manutenzioni, sempre più frequentemente in mano a ditte non locali, senza dimenticare che negli anni sono diminuiti i tecnici a disposizione”, sottolinea il consigliere regionale.
“Chiarito il nodo dei risarcimenti, occorre affrontare quello delle fasce di rispetto lungo i tracciati dell’elettricità”, prosegue Bond. “I sindaci devono essere messi nella condizione di poter operare: il quadro normativo va chiarito una volta per tutte anche con specifici provvedimenti legislativi, sia a livello regionale che governativo”.
“C’è poi la questione più importante: quanto si vuole investire in questi territori? Il nodo infrastrutturale è basilare, anche per questo Istituzioni e politica non possono mollare la presa”, conclude Bond.


