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domenica, Febbraio 25, 2024
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Sabbia, ghiaia ed attività estrattive. Reolon: “L’ultima parola spetta ai comuni”

Sergio Reolon
Sergio Reolon

 La nuova proposta per la PRAC previsto dall’art. 4 della L.R. 07.09.82, n. 44. che regola le attività estrattive per i materiali sabbia e ghiaia, detrito e calcari per costruzioni, non tiene in considerazione le effettive risorse e le caratteristiche dei territori.

La proposta si basa sul Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, mai stato approvato dalla Regione, e prevede escavazioni per ulteriori 120 milioni di metri cubi, troppo impattanti per il paesaggio e per la salute del territorio. In questo modo il piano contraddice il programma del presidente Zaia che nella sua relazione programmatica e in molteplici occasioni ha sempre ribadito la volontà di preservare le porzioni di territorio ancora intatte.

Di fatto il PRAC si basa su dati presupposti e non reali. Dopo 30 anni la giunta partorisce una proposta sbrigativa e si dimostra incapace di un vero governo del territorio. Ciò che va fatto è una scelta di intervento sui siti già esistenti per una loro risistemazione e mitigazione ambientale evitando assolutamente l’apertura di nuove cave.

Sergio Reolon “in particolare è inaccettabile la previsione che vede il territorio della provincia di Belluno come quello in cui realizzare ulteriori cave di materiale calcareo anche a disposizione per le altre realtà venete. La regione deve rispettare quanto contenuto nel piano territoriale di coordinamento provinciale. Gli unici interventi possibili devono essere funzionali al recupero ambientale e aumentare la sicurezza del territorio. L’ultima parola deve in ogni caso spettare ai comuni.”

 

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