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Quel che rimane del Patto per Belluno fa la faccia feroce. Il sindaco risponde * intervento di Jacopo Massaro sindaco di Belluno

Jacopo Massaro
Jacopo Massaro

Leggo che il Patto per Belluno “non garantirà più appoggio incondizionato a Massaro perché al Patto non è stato affidato alcun incarico, né in giunta né fuori giunta”.

Credo che l’affermazione meriti un paio di considerazioni e una puntualizzazione.

La prima considerazione riguarda il metodo: tutti coloro che si sono candidati insieme a me hanno scelto un’innovazione secca nel metodo, e l’hanno accettata. Non sono disponibile, e credo che non lo sia nessuno in maggioranza, a cedere rispetto a questa scelta per due motivi: perché Belluno – e l’Italia in generale – ne ha tanto bisogno, e perché i patti coi cittadini vanno rispettati.

Questo impegno con gli elettori mi ha portato a nominare tutti gli assessori, e tutte le altre cariche, in modo assolutamente indipendente: senza indicazioni, né condizionamenti. Così ho potuto coniugare, e continuerò a farlo, la ricerca dei risultati con una frattura col metodo della vecchia politica.

La seconda considerazione è sul merito: non sono disponibile a far sì che nell’agenda politica di questa amministrazione ci siano questioni di spartizioni e scambi, tanto più mentre la gente non tira a fine mese.

Dopo la fase iniziale delle soluzioni ai problemi pregressi, siamo impegnati ora in una seconda fase, quella del rilancio della Città, che passa attraverso progetti su lavoro e realizzazione dei giovani a Belluno, sul creare un welfare all’avanguardia nel peggior periodo di crisi della storia, sul coltivare l’eccellenza del sistema scolastico primario, sull’attuare il rilancio dell’edilizia mediante il recupero dell’esistente, e sulla costruzione, per la prima volta, di un vero progetto turistico della Città basato su ambiente, cultura e mobilità sostenibile.

In sostanza, siamo impegnati ad attuare il programma che abbiamo presentato agli elettori. Chi ha voglia di rimboccarsi le maniche rivedendosi in questi impegni è il benvenuto, ed ha tutta la mia considerazione, il mio sostegno, i ruoli e gli strumenti per potervi contribuire.

Chi invece ritiene di fare inversione a “U” abbandonando questa discussione sul futuro della città per discutere di altro, e spero non sia il caso del Patto per Belluno, per quanto mi riguarda si può accomodare.

Infine vengo alla puntualizzazione: oltre un anno fa, stavo per nominare un assessore e un consigliere delegato alle frazioni nelle fila del Patto. Ovviamente, lo avrei fatto in modo indipendente, senza accettare condizionamenti, come è stato per tutti gli altri. Quando ho comunicato tutto questo al Patto, sono stato stoppato: dovevano discuterne internamente, mi dissero. Poi è accaduto un po’ di tutto: un loro Consigliere se n’è andato, mezza Assemblea anche. Chiesi più volte, anche per iscritto, di poter incontrare l’assemblea del Patto per capire perché mi chiedessero di non nominare un loro assessore (avevo una certa urgenza di farlo per coprire meglio alcuni referati), ma purtroppo non sono mai stato invitato. Oggi leggo questa affermazione, sul venir meno del sostegno incondizionato, come se prima ci fosse stato. Non voglio entrare nelle questioni interne del Patto, ma credo che alcuni problemi al proprio interno debbano risolverli una volta per tutte.

Per il resto – come è sempre stato e come ho sempre detto – chi ha voglia di impegnarsi con spirito di servizio per Belluno scegliendo metodo e merito nuovi è il benvenuto e sarà coinvolto. Chi ha voglia di parlar d’altro tornando al passato, no.

Belluno, 18 gennaio 2014

Jacopo Massaro

 

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