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Quarta proroga al Piano faunistico venatorio. Reolon e Tiozzo: “183mila euro spesi male, la competenza è delle province”

Sergio Reolon
Sergio Reolon

“La Regione Veneto non doveva fare il Piano Faunistico Venatorio, il compito spettava direttamente alle province che hanno i dati e le capacità necessarie per seguire questo progetto”.

I consiglieri regionali del Pd Lucio Tiozzo e Sergio Reolon sottolineano come la mancanza di idee e di capacità da parte della Regione ha portato alla stesura di un Piano Faunistico Venatorio sbagliato, costato 183.000 euro e non ancora completato obbligando alla quarta proroga il Consiglio Regionale. I consiglieri del PD avevano sottolineato il problema già al momento del primo rinvio ritenendo assurda una spesa del genere.

“I soldi utilizzati fino ad ora sono stati spesi male – continuano Tiozzo e Reolon – invece di essere dedicati alle attività venatorie. Questi fondi derivano dal pagamento delle licenze e appartengono ai “cacciatori” e vanno consegnati direttamente alle province che possono gestire autonomamente la pianificazione”.

Oltre ad aver preparato un Piano Faunistico Venatorio che non riesce a trovare uno sbocco dopo i numerosi rinvii, la Regione Veneto cerca di scaricare sui cacciatori il risarcimento dei danni arrecati dalla fauna selvatica.

“Non è corretta questa mossa – affermano i consiglieri del PD – la fauna non è proprietà dei cacciatori e la tutela delle produzioni agricole è e rimane una competenza a livello regionale e non dei cacciatori”.