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Il presidente della provincia di Sondrio scrive a Napolitano e Letta sugli effetti dell’abolizione delle province

Massimo Sertori,  presidente della provincia di Sondrio, scrive al capo dello Stato Napolitano e al presidente del consiglio Letta sulla questione province, per sottolineare il danno che la riforma Delrio causerebbero ai territori montani di Sondrio e Belluno.

“In qualità di Presidente della Provincia di Sondrio – scrive Sertori – sento il dovere di elencare i pericoli e le negative e incomprensibili conseguenze dí una riforma che prevede l’abolizione delle Province e che, cosi come strutturata, non incontra il mio favore e per ricordarvi, ancora una volta, il grossolano errore che la politica rischia di commettere a danno dell’intero Paese.

La Provincia di Sondrio, nata in epoca Napoleonica, ancor prima del Congresso di Vienna, copre un territorio che confina con la Svizzera, ha una superficie pari a quella della Valle d’Aosta e si sviluppa per oltre 200 chilometri, da Livigno a Madesimo.

Insieme a Belluno, unica provincia interamente montana d’Italia conta 183.000 abitanti che, vivendo, lavorando e generando economia, garantiscono la salvaguardia di un patrimonio ambientale e naturale, conosciuto in tutto il mondo tanto bello e suggestivo quanto fragile, Non solo, la provincia di Sondrio rappresenta e tutela anche l’identità, la storia e la cultura delle genti.

Già vittima di un errore storico con il mancato riconoscimento dell’autonomia, come invece conferita alle confinanti Trento e Bolzano, oggi l’ente Provincia rischia, se il Ddl diverrà legge, di essere ridotto ad una sorta di ingovernabile consorzio dei Comuni.

A nulla serve, infatti, quanto previsto dall’attuale testo che riconosce alla provincia di Sondrio la specificità di territorio interamente montano, con eventuali maggiori competenze, se non sarà prevista anche l’elezione diretta del suo Presidente. Solo cosi sarebbero garantite, in forma democratica, autorevolezza ed indipendenza dell’ente stesso, condizioni irrinunciabili per una sua corretta ed efficace gestione.

In caso contrario, verrà meno un essenziale e democratico livello intermedio di governo in grado di accogliere e rappresentare, presso Regione e Stato, le istanze di un territorio connotato da numerose peculiarità.

Insomma, saremo sempre di più ai confini dell’Impero!

Tutto ciò, paradossalmente, mentre alle vicinissime Province di Trento e Bolzano questo Governo ha concesso ulteriori benefici sia in termini di autonomia fiscale che di autogoverno, consentendo, per esempio, la gestione diretta del Parco Nazionale dello Stelvio, che insiste in prevalenza sul territorio della Provincia di Sondrio, alla quale però non viene riconosciuta alcuna competenza, Insomma ci basta davvero affacciarci alla finestra per respirare, oltre all’aria buona, anche un’ingiustizia che anziché essere sanata viene aggravata.

Le nostre cime sono per caso diverse da quelle di Trento e Bolzano?

Sorprende che il Ministro Delrio che ha visitato e conosciuto questa Terra e ha ascoltato il trasversale e unanime grido di allarme levatosi dai cittadini, dai partiti, dalle categorie economiche, sociali e sindacali perseveri in questo disegno per altro del tutto antieconomico.

Alla Provincia di Sondrio per collocazione e conformazione orografica, dunque, non solo andrebbe garantita l’elezione diretta dei propri organi di governo, ma dovrebbero essere riconosciute maggior autonomia ed ulteriori competenze.

Un esempio: le funzioni oggi attribuite al Prefetto possono essere assunte dal Presidente della Provincia eletto, e questo sì con un reale risparmio per quanto riguarda la spesa pubblica!

Mi rivolgo a voi perché possiate analizzare e considerare i rischi che questa riforma avrà sul nostro territorio.

Se non sí apporteranno, le modifiche auspicate, assisteremo all’inevitabile spopolamento della montagna e chi oggi ancora vi abita darà voce al proprio disagio, ribellandosi ad un’ingiustizia generata da una politica sorda e irrazionale.

E se anche questo segnale, oggi ben rappresentato dalla massiccia adesione all’iniziativa del drappo bianco, occuperà solo di striscio le pagine di cronaca nazionale, sarà l’intero Paese a pagare lo scotto più alto con il collasso di un sistema ambientale oggi garantito da chi rivendica il diritto di scegliere i propri amministratori, di eleggerli e di giudicarli.

Crediamo che in un momento di profonda crisi delle rappresentanze democratiche – coclude il presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori – , una coraggiosa e determinata disponibilità a rivedere i propri intendimenti a favore delle legittime e fondate richieste di una comunità che ha dimostrato unità superando appartenenze e opinioni, costituirebbe un segnale forte di speranza e di esempio per l’intero paese”.

 

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