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Votato il riordino delle province: per Belluno il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? * intervento dell’onorevole Roger De Menech

Roger De Menech, deputato Pd
Roger De Menech, deputato Pd

Ieri sera è stata approvata alla Camera il provvedimento che riordina le province. Personalmente ho lottato in Parlamento per migliorare il testo e garantire alla nostra provincia il grado di autonomia più forte possibile.

I processi di autonomia dei territori sono lunghi e faticosi, questa riforma riconosce per la prima volta al nostro territorio una specificità, il dato politico importante è che le 3 province montane vengono trattate nella riforma in maniera diversa dalle altre.

Da questo dobbiamo ripartire e continuare la battaglia a cominciare dal Senato dove la norma verrà discussa da gennaio. Ho già, per questo, preso contatto con numerosi senatori sensibili e il tentativo verrà sicuramente fatto. Durante il dibattito e le votazioni solamente il sottoscritto e il deputato Dellai sono intervenuti a sostegno della causa bellunese, ma come era prevedibile gli emendamenti che puntavano a riconoscere al nostro territorio la libertà di scegliere il sistema elettorale sono state bocciate.

Ma cosa abbiamo ottenuto da questa riforma:

1. Che alle Provincie con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri sono riconosciute forme particolari di specificità

2. Che le regioni riconoscono alle Provincie montane forme particolari di autonomia nelle materie di cui al predetto articolo 117, commi terzo e quarto della Costituzione (per Belluno quelle dell’art. 15 dello Statuto Veneto)

3. Che gli Statuti delle Provincie montane, possono prevedere d’intesa con la Regione, la costituzione di zone omogenee per specifiche funzioni, con organismi di coordinamento collegati agli organi provinciali, il che vuol dire riorganizzarci autonomamente il territorio.

4. Che le Provincie montane, esercitano altresì le seguenti funzioni fondamentali aggiuntive:

a) Cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione in forma associata di servizi in base alle specificità del territorio medesimo, il che vuol dire riorganizzare autonomamente i servizi;

b) Cura delle relazioni istituzionali con Provincie, Regioni, Provincie Autonome, Regioni a statuto speciale, ed enti territoriale di altri Paesi, con esse confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti, il che vuol dire che autonomamente possiamo stringere accordi in particolare con Trento e Bolzano.

Cosa invece non è passato:

1. La possibilità di prevedere l’elezione diretta del presidente della provincia.

Prima del voto finale ho presentato un Ordine del Giorno, che è stato accolto e approvato dal Governo e che impegna lo stesso a riconoscere nei prossimi provvedimenti, alle Provincie interamente montane e confinanti con stati esteri come la nostra, le necessarie forme di autogoverno creando condizioni di autonomia amministrativa e finanziaria. Impegna inoltre il Governo a coordinare la sua azione anche con le regioni, affinché anche sui territori vengano riconosciute alle suddette province forme particolari di autonomia finanziaria e amministrativa.

L’autonomia e il riconoscimento di un territorio non si fa con le espressioni verbali, si costruisce invece con il lavoro di tutti i giorni, con i progetti concreti che vengono costruiti mano a mano che i mezzi lo permettono. Oggi quindi dobbiamo continuare con le rivendicazioni, gestire al meglio quello che abbiamo ottenuto e chiedere che ci vengano trasferite le funzioni e soprattutto le risorse che ci spettano. Ritengo quindi che il bicchiere sia considerato mezzo pieno e soprattutto penso che abbiamo aperto un fronte importante rispetto alla consapevolezza del Governo centrale che il nostro territorio necessita di un riconoscimento che ci permetta di competere con chi l’autonomia ce l’ha da molto tempo.

Roger De Menech

 

testo dell’Ordine del giorno presentato dall’onorevole De Menech ed approvato dalla Camera

A.C. 1542

Ordine del Giorno

Considerato che

All’art. 1 comma 3 secondo capoverso del disegno di legge in discussione, vengono riconosciute alle Provincie interamente montane e confinanti con stati esteri, un regime di specialità, ulteriormente specificato dai successivi articoli. 11, 12 e 15;

Questo riconoscimento prende vita in virtù di oggettive caratteristiche geografiche, fisiche, economiche, sociali ed etnico-culturali, e la presenza di diverse minoranze linguistiche, caratteristiche particolari che rendono indispensabile attribuire a questi territori forme speciali di autogoverno che fermino lo spopolamento attualmente in atto;

Questi territori, che pure presentano condizioni del tutto simili a quelle dei territori delle confinanti siano essi Stati esteri che regioni e province autonome, vengono obiettivamente a trovarsi in condizioni di indiscutibile squilibrio rispetto ai poteri di autogoverno e alla disponibilità di risorse riconosciuti, in dipendenza di ragioni storiche e di vincoli di carattere internazionale;

Tale squilibrio che deve essere ripianato con l’introduzione nel nostro ordinamento di una riforma, in linea con i principi ispiratori della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e con l’attuazione del federalismo fiscale che, assicurando condizioni di effettiva autonomia nel governo del territorio e delle risorse, realizzi un pieno riequilibrio istituzionale ed economico tra i predetti territori ponendo le condizioni per il raggiungimento di un’effettiva uguaglianza e di una reale pari opportunità alle popolazioni residenti.

Allo stesso modo la natura prettamente centralistica del decentramento amministrativo attuato dalle regioni e il ruolo marginale e subalterno attribuito ai territori montani dalle politiche economiche, sociali e infrastrutturali attuate dalle stesse regioni, ha fortemente penalizzante le autonomie locali delle provincie montane; in questo senso il disegno di legge in discussione all’art. 11 comma 2 secondo periodo indirizza le regioni a riconoscere forme particolari di autonomia;

Per tutto quanto sopra detto appare dunque quanto mai necessario uno sforzo congiunto delle istituzioni e delle forze per realizzare un progetto di riforma istituzionale e finanziaria che restituisca pari dignità e uguali opportunità ai territori, interamente montani, transfrontalieri, con la presenza di diverse minoranze linguistiche e con vocazione a uno sviluppo economico integrato alle altre realtà territoriali dell’arco alpino.

I

impegna il governo

A riconoscere nei prossimi provvedimenti, nel rispetto delle prerogative delle regioni e delle province autonome, alle Provincie interamente montane e confinanti con stati esteri le necessarie forme di autogoverno creando condizioni di autonomia amministrativa e finanziaria;

a coordinare la sua azione anche con le regioni, affinché anche sui territori vengano riconosciute alle suddette province forme particolari di autonomia finanziaria e amministrativa.

DE MENECH

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