E’ entrato in vigore il nuovo orario ferroviario, già da questa estate se ne era a conoscenza; ancora però non era ben chiaro a tutti quanti e quali fossero i tagli e si sperava sempre ad un ripensamento.
Le linee Venezia – Calalzo, e Padova – Calalzo risultano particolarmente penalizzate; sono linee attive da molti anni e particolarmente amate dai veneziani. Come si sa molti abitanti di Venezia, soprattutto anziani, non possiedono l’auto, vista la caratteristica della loro città.
Il Cadore è “la montagna” dei veneziani, che vi si recano per trascorrere periodi anche lunghi di vacanza, ma amano recarvisi anche per le gite “fuori porta” di una giornata.
Non è mistero che il turismo risente della crisi, e decurtare un servizio che potrebbe permettere una notevole frequenza di ospiti è sicuramente una scelta poco oculata.
Il fatto poi della soppressione di treni diretti crea non pochi disagi, in particolar modo a chi si sposta con bagagli e/o biciclette al seguito (anche questo servizio, a quanto pare, è stato eliminato). Sicuramente il danno maggiore lo subiscono però i pendolari, quali studenti e lavoratori che quotidianamente si servono del treno per i loro spostamenti.
Per esempio l’avere eliminato il treno Calalzo – Venezia delle ore 20.36 è sicuramente una grave realtà, soprattutto per chi lavora in strutture il cui orario si prolunga oltre le 19.00, o anche per chi vuole trascorrere in Cadore un week-end o un’intera giornata di relax, volendo rimanere il più a lungo possibile tra i monti.
Qualsiasi utente, anche casuale, si è lamentato e si lamenta di quello che sta diventando un disservizio, e che causerà sicuramente gravi danni al turismo già in ginocchio, e di conseguenza all’economia pubblica e privata.
Si auspica, come del resto i vari comuni, enti, associazioni, e privati, che vengano riviste le decisioni prese, e considerate le varie esigenze, pur nella consapevolezza che per una più adeguata economia si debbano razionalizzare orari e corse.
Francesco Brugin
Mestre, 19/12/2013


