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Piano casa ter. Paolo Tramontin (presidente Edili Confartigianato) “Non è la porta che apre la strada a speculazioni edilizie”

confartigianato imprese bellunoQuale futuro per il settore delle costruzioni ? I numeri non sono certo rassicuranti e quelli relativi alla provincia di Belluno sono davvero preoccupanti, perché peggiori di quelli delle altre province venete. A Belluno, i volumi d’affari in un anno (da settembre 2012 a settembre 2013) sono crollati del 7,5% (fa peggio solo Rovigo – 10,5%)e gli ordini sono in calo del 5,8% (peggio di Belluno solo Venezia con un -6,5%) . Sono i dati presentati dall’indagine Veneto Congiuntura, realizzata da Unioncamere e la Cassa edile artigiana veneta.

E le piccole imprese del comparto in questa situazione sono quelle che perdono meno.

“Agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni, incentivi per l’efficienza energetica, nonché il Piano casa – afferma Paolo Tramontin, presidente degli Edili di Confartigianato Belluno – sono i veri e unici strumenti su cui puntare per il futuro”.

“Il Piano casa in questo frangente – dichiara con fermezza il presidente Tramontin – assume un’importanza strategica per i riflessi che può portare al comparto e all’intero sistema economico, in qualità di volano. Posso affermare con responsabilità che per quanto riguarda noi imprese edili, il Piano casa non è e – non sarà – lo strumento per cementificare il nostro territorio, ma lo strumento con cui assicurare posti di lavoro, la sopravvivenza delle aziende e quindi linfa vitale”.

A rassicurare in questa direzione coloro che invece vi si oppongono, ci sono ancora una volta i numeri. Il vecchio Piano casa, infatti, in Veneto ha portato interventi per 2,5 miliardi di euro, consentendo a oltre 10mila imprese e a più di 25 mila addetti di mantenere il proprio posto di lavoro e costruendo solo sul “già costruito”. D’altra parte il valore medio degli interventi realizzati con il vecchio Piano casa si è aggirato intorno ai 50.000 euro. “E’ ovvio – è il commento di Paolo Tramontin – che simile cifra media non ha potuto portare alla cementificazione del nostro territorio, fenomeno purtroppo avvenuto, ma negli anni passati e grazie ad altri provvedimenti di legge”.

“E’ per questo – è l’appello del presidente Tramontin – che invito a non temere il Piano casa. Vorrei, anzi, tranquillizzare in tal senso i Sindaci, nel rispetto del loro ruolo e delle loro competenze amministrative, e invitarli a rivedere le loro posizioni critiche”. Il motivo è presto detto. “Il Piano casa – ribadisce Tramontin – non è la porta che apre la strada alla speculazione edilizia, in quanto interessa il recupero del costruito dal punto di vista energetico e sismico, con interventi che vanno a riqualificare il tessuto urbano, che in tanti casi è purtroppo di pessimo livello”. “E andando sulle questioni tecniche – conclude Paolo Tramontin – va detto che il Piano casa ter se va in deroga ai piani regolatori lo fa per cubature localizzate un aree già costruite e lo fa con un obiettivo di risparmio energetico e di riqualificazione edilizia, mentre la portata di questa legge è che non aumenta il suolo consumato, né il carico urbanistico”. Un’occasione di questi tempi da non perdere.

 

 

 

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