Al via “Pendolaria”, la campagna di Legambiente per il trasporto ferroviario pendolare.
Legambiente: “Investiamo nei treni pendolari. Una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini”
Pendolaria, storica campagna nazionale di Legambiente, riaccende i riflettori sulla situazione del trasporto pubblico locale e sulla “vita da pendolare”. Quest’anno la campagna lancia il Manifesto per i Pendolari, precise richieste che verranno inviate al Governo ed alla Regione, con la sottoscrizione di numerosi Sindaci.
Venerdì 6 dicembre I sindaci di Belluno, Feltre, Calalzo, Ponte nelle Alpi, Lamon, Zoppè e Pieve di Cadore hanno viaggiato insieme a Legambiente e ai pendolari per difendere la tratta Padova-Calalzo.
“L’avvio dell’orario cadenzato e la sua evidente inadeguatezza, la mancanza d’investimenti, la scomparsa del SFMR, l’assenza di integrazione oraria e tariffaria tra i vari mezzi di trasporto, l’abbandono del servizio nelle fasce sociali, la mancanza di coinvolgimento di Enti Locali, Associazioni e Cittadini – attacca Andrea Ragona, responsabile mobilità di Legambiente Veneto – tutto questo sta portando il servizio ferroviario regionale allo sfascio. Meno servizio nelle prime ore del mattino ed alla sera, forte riduzione nelle giornate di sabato e festivi, taglio dei treni interregionali con la Lombardia e limitazione di molte corse a Mestre. Queste sono solo alcune delle scelte “pianificate dall’Assessore Chisso” nonostante si sia alzata forte la protesta di Amministratori, Cittadini e Associazioni”.
Sulla linea Padova-Calalzo, fortemente penalizzata dai tagli previsti dal nuovo orario, si sono dati appuntamento oggi i Sindaci locali per unirsi a Legambiente e ai comitati di pendolari nella richiesta di certezze delle risorse e aumenti degli investimenti per i prossimi anni che diano finalmente un servizio di qualità a quelle migliaia di studenti e lavoratori che ogni giorno si spostano in treno, investendo nelle infrastrutture nei nodi urbani per risolvere il problema della sovrapposizione dei treni pendolari con i flussi nazionali e riprendendo il progetto “1000 nuovi treni” per i pendolari.
“Il treno è il mezzo ideale per le medie e lunghe distanze – spiega Lucio D’Alberto, del comitato pendolari Binari Quotidiani. Le popolazioni dei territori più periferici hanno bisogno di un servizio ferroviario efficiente e affidabile. Almeno il 25-30% degli utenti usano il treno perché non hanno mezzi alternativi di spostamento. La linea Calalzo Padova – prosegue D’Alberto – soffre della decennale scarsa manutenzione e poca attenzione al miglioramento. Alle comunità lungo questa linea rimangono poche possibilità di fruizione e gli utenti subiscono pesanti disservizi e situazioni irrispettose”.
“Gli utenti si trovano a subire spesso pesanti disservizi – prosegue Ragona -. Ciò che più offende e disaffeziona l’utente è la noncuranza di Trenitalia e il pochissimo rispetto con cui tratta i propri clienti: nessuna informazione, assenza di assistenza al momento del disservizio, assenza di servizi sostitutivi immediati. Chiediamo che la nuova Autorità per i trasporti garantisca i diritti dei cittadini che prendono i mezzi pubblici e che vigili sulla trasparenza e le previsioni dei Contratti di servizio, nell’interesse del diritto alla mobilità dei pendolari”.
Ma Legambiente ha richieste anche per la Regione: più investimenti destinati al trasporto pubblico pendolare, a cominciare dalle principali linee pendolari, con un obiettivo di spesa pari almeno al 5% del bilancio; acquisto di nuovi treni, più moderni e capienti, per garantire la riduzione dei ritardi e la vivibilità degli spostamenti; apertura di un confronto pubblico sul Contratto di servizio, con Enti locali, associazioni e cittadini per chiarire obiettivi e collegamenti, standard, abbonamenti integrati, e aprire alle osservazioni, anche attraverso uno sportello di ascolto dei pendolari.
I sindaci che sottoscrivono il “manifesto per i pendolari” si impegnano anche ad essere i primi protagonisti di una riorganizzazione della mobilità all’interno dei propri Comuni, a partire dal trasporto pubblico e dalla riqualificazione delle stazioni ferroviarie e degli spazi pubblici prospicienti per farne delle aree accoglienti e sicure e facilmente accessibili, per migliorare la qualità di vita dei cittadini e diminuire traffico e inquinamento. Legambiente invita, inoltre, i primi cittadini a ripensare le scelte di pianificazione urbanistica per evitare il consumo di suolo.


