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Bim Gsp: scaricare le spese sui soliti noti senza una dettagliata analisi delle eventuali responsabilità è la classica presa in giro

La sede di Bim Gsp a Belluno
La sede di Bim Gsp a Belluno

La notizia è arrivata, il costo dell’acqua aumenterà ancora, navighiamo verso il +40%. Ma è diventato davvero difficile parlare di BIM Gsp, le tante vicende simili e la certezza che non ci capiremo mai nulla dicono quello che dobbiamo sapere.

Possiamo però cogliere un’indicazione generale, la triste aritmetica che ci descrive i colossali deficit di un centinaio di grandi società regionali non fa altro che riflettersi su questa ed altre situazioni locali.

Non si tratta solo di una nostra piccola criticità, ricorda molto una filosofia generale di gestione dei servizi (altrui) attraverso la quale tutta la politica si autosostiene pasteggiando allegramente.

Oppure, se questo non fosse vero, sarebbe simpatico capire come può essere che la spesa delle regioni negli ultimi 9 anni sia decuplicata (x 10) a fronte di una generale desertificazione dei servizi.

Queste cifre esistono, assieme a dati e scelte politiche. Qualcuno potrebbe utilizzare la solita paroletta spiegatutto, “crisi”, ma non regge.

Sappiamo bene la differenza che esiste tra causa ed effetto, ed è allora doveroso chiedersi quanti non/tagli si sarebbero potuti garantire ai cittadini tagliando dove si può e si deve.

Qui da noi invece avvertiamo come su Bim Gsp, paradigma locale delle gestioni veneziane e nazionali, stia calando sia la noia che la palpebra.

In parte a causa di una serie infinita di bidoni sempre uguali che rende oggettivamente difficile il concentrarsi a lungo sulla stessa negatività.

Ma anche per merito dell’amministratore Vignato, perché chiarezza, aritmetica e prospettive reali stanno lentamente raddrizzando la barca e calmando le acque.

Certamente un lavoro ben fatto.

Ed è così raro vedere un amministratore che amministra da far provare un’emozione d’altri tempi.

Ma noi pensiamo che non fosse questo il lavoro che si doveva fare, o meglio che questa sia solo una parte di ciò che si deve fare. Perché restano in piedi due questioni fondamentali.

La prima riguarda una politica che di fronte a dubbi quantomeno comprensibili (doppio eufemismo) si arroga un diritto che non esiste, quello di evitare e/o dribblare le risposte.

Quasi che le regole fossero una funzione della politica (Media/lex) e non l’ambito da cui la politica deriva la sua legittimità.

In secondo luogo ci pare sia il caso di ammettere che BIM Gsp come tanti altri esempi vicini/lontani non sono eccezioni alla regola ma la regola stessa.

Un metodo opinabile di gestione dei servizi che nei fatti aggrava pesantemente la situazione economica, pesa insopportabilmente sui bilanci delle famiglie e rischia di legittimare in pieno quella filosofia poco costituzionale secondo cui si può fare mercato di ogni diritto senza eccessivi problemi.

Modelli che è necessario cambiare se vogliamo provare ad uscire da questa “utile” crisi. Se consideriamo l’alto numero di situazioni Gsp/simili che avrebbero bisogno di essere amministrate decentemente diventa chiaro che non si può parlare di coincidenze bensì di un metodo consolidato ed ampiamente partecipato.

Un’ultima considerazione va fatta inoltre sulla reale gravità della situazione economica.

Se da una parte la scelta dell’aumento è (per ora) difficilmente evitabile, dall’altra c’è la quotidianità di troppe persone e famiglie che da un pezzo non sanno più dove sbattere la testa.

Sarà sopportabile quest’ulteriore mazzata?

Crediamo sia una riflessione necessaria, da fare prima che si arrivi al fondo del barile.

Concludendo noi continuiamo ad auspicare chiarezza, sanare politicamente le voragini economiche e scaricare le spese sui soliti noti senza una dettagliata analisi delle eventuali responsabilità è la classica presa in giro cui abbiamo assistito già troppe volte.

Decenza e dignità stavolta ci servono per davvero.

 

Fiabane Max

Sommavilla Luca

Barbieri Moreno

 

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