Una delegazione dei Comandanti delle Polizie provinciali del Veneto è stata ricevuta questa mattina a palazzo Ferro Fini dal Presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, dall’assessore alla Polizia locale e Sicurezza, Massimo Giorgetti e dai consiglieri Costantino Toniolo, presidente della commissione Affari Istituzionali, Dario Bond (PdL), Roberto Fasoli e Franco Bonfante (PD) e Giovanni Furlanetto (LN).
L’incontro era stato chiesto dal Coordinatore della Polizia provinciale per avere un chiarimento in merito al Progetto di Legge n. 362 della Giunta regionale relativo al “Riordino della normativa regionale in materia di Polizia Locale e sicurezza urbana”. Il provvedimento, infatti, hanno sottolineato, non prevede l’esistenza delle Polizie Provinciali, né da indicazioni per un’eventuale ricollocazione del personale in caso di riordino o scioglimento delle Province, né individua a chi affidare prioritariamente le attuali funzioni istituzionali svolte per quanto riguarda la caccia, la pesca e l’ambiente. Il Presidente Ruffato, nel premettere che l’iter del Progetto di Legge è appena agli inizi, non essendo ancora arrivato in Commissione per la discussione, ha rassicurato la delegazione sottolineando che in quella sede si potranno apportare tutte le modifiche che si riterranno opportune. A tale fine ha poi precisato che sono previste delle audizione nel corso delle quali i delegato provinciali potranno portare le loro osservazioni.
Da parte sua l’assessore Giorgetti ha precisato che nel definire il testo del progetto di Legge si è volontariamente evitato di parlare di Polizia provinciale, perché al momento della stesura sembrava che le Province dovessero essere eliminate e che tutt’ora permane incertezza su quale sarà la loro futura struttura amministrativa. Per quanto riguarda la ricollocazione del personale e delle funzioni, ritenuti dalla Regione entrambi essenziali per la sicurezza del territorio e dell’ambiente, Giorgetti ha ribadito che bisognerà attendere proprio il riassetto ammnistrativo del territorio. “Nulla osta – ha poi concluso – di prevedere all’interno del progetto di legge un capitolo che inquadri il tema, demandando a successivo provvedimento che ne definisce i termini in base a quanto verrà deciso in merito al futuro assetto delle Province”. Medesima disponibilità è stata espressa dal Presidente della Commissione Affari Istituzionale Toniolo, che ha confermato quanto prima l’avvio delle audizioni, sollecitando a tal proposito la delegazione a produrre un documento con tutte le osservazioni e indicazioni che ritenga necessarie. Nel condividere le preoccupazioni della delegazione, il capogruppo del PdL Bond ha voluto tranquillizzare i presenti ribadendo che le polizia provinciale svolge un ruolo importantissimo, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza del territorio e dell’ambiente, sottolineando che quest’ultima materia dovrebbe essere proprio di esclusiva competenze delle future province.
“Importante sarà – ha precisato – mettere insieme tutte le competenze e avviare una collaborazione tra i diversi livelli in funzione del territorio”. Il consigliere democratico Fasoli ha sottolineato che “di fronte alla preoccupazione per il futuro delle polizie provinciali ritengo opportuno sottolineare il fatto che l’azione della Regione dovrà essere tesa a recuperare e valorizzare le competenze e ad inserirle in modo coordinato in un progetto che si proponga in modo serio non solo una politica territoriale della sicurezza in generale, ma anche e soprattutto in modo specifico, utilizzando tutte le competenze e professionalità esistenti, nell’azione di prevenzione e repressione del numero crescente dei reati ambientali attuati non solo e non tanto da singoli, ma in modo preoccupantemente crescente anche dalla criminalità organizzata e mafiosa. Anche nella nostra regione. A questo scopo – ha concluso – è necessario un raccordo tra il PDL 362 e la legge n.48/2012 finalizzata alla prevenzione della criminalità organizzata e mafiosa e alla promozione della cittadinanza responsabile”.


