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Fusione Quero Vas. Bond: “E’ una questione di sopravvivenza. Basso Feltrino virtuoso, ma non deve essere una cattedrale nel deserto”

Dario Bond, consigliere regionale Pdl
Dario Bond, consigliere regionale Pdl

Un appello a votare sì, a poco più di dieci giorni dal referendum, è stato lanciato ieri sera da un ampio fronte trasversale che si è ritrovato al centro culturale di Quero. Il momento è storico almeno per le comunità del Basso Feltrino: domenica 27 ottobre infatti la popolazione dei comuni di Quero e Vas sarà chiamata a esprimersi sulla fusione dei due comuni, passaggio fondamentale perché l’iter avviato dai due consigli comunali all’unanimità nella primavera del 2012 diventi realtà. “Per le nostre comunità è una questione di sopravvivenza”, hanno detto i sindaci Sante Curto (Quero) e Andrea Biasiotto (Vas) accanto ai consiglieri di opposizione Antonio Deon (Vas) e Gino De Girardi (Quero). Del resto, i numeri contabili confermano un trend eclatante: dal 2008 a oggi i due singoli Comuni e l’Unione Setteville hanno subito un crollo dei trasferimenti per un totale di 345 mila euro.

Di fronte a un pubblico numeroso si sono alternati – oltre ai sindaci e ai consiglieri di opposizione – anche il vicesindaco di Quero Bruno Zanolla, il segretario comunale Francesco Pucci e i consiglieri regionali bellunesi Dario Bond (Pdl) e Sergio Reolon (Pd). Sono intervenuti anche il sindaco di Alano Serenella Bogana e quello di Castellavazzo Sonia Salvador.

Dario Bond dopo aver sottolineato l’importanza del percorso intrapreso dai due Comuni ha evidenziato come ci sia la necessità di una revisione globale della governance del territorio: “L’iniziativa di Quero e Vas va nel senso della semplificazione amministrativa, peccato che i livelli superiori continuino a essere troppi e male coordinati, spesso con una sovrapposizione schizofrenica di competenze. Ben venga l’iniziativa della fusione, ma non deve essere una cattedrale nel deserto. I percorsi virtuosi devono essere intrapresi a ogni livello”.

Bond si concentra poi su altri aspetti di ordine più “pratico”: “Al centro di ogni azione ci deve essere la persona. Questa fusione consente – viste le agevolazioni previste dalle normative regionali e nazionali – di mantenere i servizi sul territorio. Se i comuni procedessero da soli molti di questi sarebbero in pericolo. In un momento di difficoltà è un rischio che non dobbiamo correre”.

“Mi auguro anche che con questa fusione sia ipotizzabile diminuire le tariffe”, conclude Bond. “Sarebbe un segnale molto positivo”.

Il voto è previsto per domenica 27 ottobre dalle 7 alle 22.

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