Voglio raccontare due episodi ai quali sono stato presente pochi giorni prima del disastro.
Il primo a Longarone, dove mi sono recato da Igne dove abitavo, con mio nonno a render visita ad un suo amico, il sig. Francesco “checo” Pioggia.
Tra le chiacchiere parlarono della diga Checo disse “Bepi, questa prima o poi ci porterà via tutti”
Detto e fatto è morto con tutta la famiglia.
Il secondo a Villanova a casa di mio zio, dove ora si trovano i negozio Fercas .
Un’amica di mia zia che abitava circa dove ora c’è l’ azienda Teza, della famiglia Dalla Betta disse “cara Ada uno i questi
giorni mi vedrai passare davanti a casa in barchetta”
Non è passata i barca ma l’acqua se l’è portata con tutta la famiglia e di passaggio si è portata anche la madre
ed i due fratelli con le famiglie, abitavano di fronte a mio zio, i miei parenti sono stati recuperati alle 3 del mattino, salvi.
Se queste persone comuni , e non solo loro, presagivano questo evento perché gli scienziati geologi no?
Domanda ormai stantia, ma perché l’attuale presidente degli scienziati geologi, che non deve esser un ragazzino di primo pelo, ha aspettato il 50° per parlare?
Noi superstiti invece, a parte i soliti noti, sappiamo benissimo lo scopo di questa baraonda che nulla a che fare con noi e meno ancora con i nostri morti, ma serve a parecchia gente, con grande supporto dei media, per scopi politico/ finanziari.
Quanti anni dovranno passare perché qualcuno rispolveri questa storia e indaghi sullo sperpero vergognoso che è stato fatto dei soldi dei contribuenti ?
Giuseppe De Cesero


