A pochi giorni dall’ultima discussione in commissione V sul riordino della sanità bellunese, prevista per giovedì prossimo, il sindaco di Belluno Massaro è in contatto con i consiglieri regionali per trasmettere, punto per punto, richieste e motivazioni relative ad ogni Unità Operativa.
“Le domande di revisione delle schede che verranno portate in commissione – sottolineano De Biasi Francesca presidente Commissione terza comune di Belluno, Zampieri Tomaso capogruppo In movimento, Lecis Pierenrico consigliere In movimento – è frutto di un ascolto attento di tutti gli interlocutori (dai sindaci ai consiglieri di maggioranza e minoranza, dalla direzione generale ai direttori delle unità operative, fino agli utenti dei servizi e agli specialisti che li seguono) di cui da testimonianza l’attività di questi mesi: la formulazione di una mozione articolata condivisa con tutto il consiglio in primavera, la condivisione di un ordine del giorno proposto dal PD , condiviso e aggiornato con diversi emendamenti nel luglio di quest’anno, di un incontro organizzato con il direttore generale della Ulss n.1 di Belluno Faronato per tutti i consiglieri interessati sempre nello stesso mese e, in agosto, con un incontro aperto con il sindaco, in qualità di presidente della conferenza dei sindaci, con tutti i primari dell’Ulss 1.
Questa è l’azione – proseguono i consiglieri di maggioranza in Comune di Belluno – continuata fino ad oggi con l’interlocuzione ai diversi protagonisti, che ha portato alle richieste finali, relative al ripristino dell’apicalità di radioterapia e determatologia, il recupero dei posti letto per finalità riabilitative in pneumologia, del primariato in medicina nucleare o in subordine dell’inserimento nel dipartimento per immagini di Belluno e, scordato da tutti, l’opposizione alla sottrazione dell’apicalità in psichiatria del Cadore, in cui il differenziale di montagna ha un’applicazione fondamentale in termini di cura, riabilitazione e reintegrazione a domicilio. Si parla poi di posti letto e di riorganizzazione dei servizi di chirurgia nei tre distretti, alla ricerca di soluzioni sostenibili e sicure sia per la salute fisica, che psicologica, dei pazienti, oltre che dei posti letto e dell’attivazione dell’auto medica ad Agordo.
Le azioni sono state condivise e non urlate, concordate e non pubblicizzate con lo scopo di trovare forza nella voce comune, di professionisti e dei diversi gruppi consigliari. La parola ora ai nostri interlocutori regionali, sicuri che sapranno dar voce alla salute dei cittadini della nostra provincia”.


