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Salvate il secolare cedro del Libano di San Gervasio dalla condanna a morte inflittagli

cedro san gervasioUna sentenza di morte è stata decretata per il secolare cedro del Libano antistante la Chiesa di San Gervasio a Belluno, tutelata come Bene Ambientale.

Lo ha comunicato ,durante l’omelia domenicale, il parroco che, già più volte, si era pronunciato per l’ “interdizione perpetua dalla pubblica presenza” del monumentale albero.

Di quali reati si è reso colpevole il cedro per meritarsi una punizione così esemplare? Di aver messo in serio pericolo l’incolumità di persone o cose? Sembra proprio di no, visto che oltre a presentarsi ancora sano, stabile e vitale, è provvisto, come tutti gli esemplari di questa specie, di radici a fittone, che lo ancorano saldamente al terreno.

In realtà gli si addebita, nonostante si trovi a 5 metri dalla chiesa (distanza che gli esperti ritengono sufficiente per non compromettere gli edifici vicini), di creare fastidiosi disturbi, abbandonando parte dei suoi aghi sul tetto della chiesa.

Nessuno dei parroci che si sono succeduti nel tempo si erano mai preoccupati della “minacciosa” presenza del cedro. Ne erano forse inconsapevoli ? Non lo crediamo proprio! Pensiamo invece che ne apprezzassero, non solo il pregevole valore ornamentale, ma anche il significato simbolico. Il cedro è infatti l’albero più citato nella Bibbia per la sua maestosità, l’incorruttibilità e sacralità. Significativa è anche la tradizione locale di preparare, ogni Natale, il presepio sotto le sue fronde.

A preoccuparsi della permanenza del cedro sono invece diversi parrocchiani e cittadini bellunesi, soprattutto anziani, che lo hanno visto crescere con loro, gli si sono affezionati ed ora presagiscono il vuoto conseguente al suo abbattimento.

Abbiamo per questo ricevuto diverse sollecitazioni ad intervenire perché all’albero sia concessa la grazia.

Premettendo che non faremmo alcuna obiezioni di sorta nell’improbabile caso che, da una accurata perizia di tipo biomeccanico, fosse accertata la sua pericolosità, abbiamo fatto richiesta al Comune di Belluno di non dimostrarsi indifferente e inadempiente nel far rispettare la propria normativa in materia.

La norme di applicazione del Piano Regolatore, vigente dal 7.11.2007, al punto 10.1, prevedono testualmente: “ Le alberature esistenti, soprattutto se di notevoli dimensioni, dovranno essere rigorosamente tutelate”. Al punto 10.4 si precisa inoltre: “Ogni intervento da attuare in corti o giardini, siano essi privati o pubblici, che rivestono interesse storico, paesaggistico, architettonico, ambientale deve essere mirato alla conservazione e l’intervento dovrà essere progettato da tecnico competente”.

Non vorremmo che il cedro in questione facesse la fine del monumentale Ippocastano dell’Unità d’Italia abbattuto in via Feltre, per far posto ad un garage, tra l’indifferenza e la colpevole omissione dell’Ente Comunale, che non solo non lo ha tutelato, ma non ne ha nemmeno sanzionata l’illecita eliminazione.

Per il CTG – gruppo Belluno – Anacleto Boranga

Per ITALIA NOSTRA – sezione di Belluno – Luiberto Croce

Per il WWF – sezione di Belluno – Claudio D’Incà Levis