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La seconda giornata della tre giorni “La Protezione Civile e il Vajont. Prevenzione, soccorso, memoria” si è conclusa con il debriefing ufficiale organizzato dalla Protezione Civile per fare il punto sull’ “Esercitazione Nord-Est”

Giacomo Barbato, prefetto
Giacomo Barbato, prefetto

L’esercitazione che prevedeva la simulazione di un evento sismico è iniziata questa mattina, sabato 14 settembre,  alle 7.30 e si è conclusa alle 15.48 quando presso la sede del Comune di Longarone, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Franco Gabrielli, il sindaco Roberto Padrin ha chiuso il Centro Operativo Comunale.

Alle 17.30 è iniziato il debriefing che ha permesso a tutti gli operatori coinvolti nell’esercitazione di fare il punto su quanto accaduto durante la giornata e analizzare le criticità emerse.

Il direttore dell’Unità di Protezione Civile e del Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto Roberto Tonellato ha riassunto così le attività di giornata: «All’Esercitazione Nord-Est hanno partecipato, per quanto riguarda il Veneto, 152 tecnici e oltre 800 volontari. Il problema principale emerso è stato sui sistemi di comunicazione fra Regioni perché negli anni, territori diversi hanno seguito protocolli diversi. Questa criticità dovrà essere eliminata, ma il fatto di averla individuata è positivo. E’ un passo in avanti verso una pianificazione coordinata e incisiva».

Il Prefetto di Belluno, Giacomo Barbato, ha poi voluto ringraziare tutti i presenti: «Ringrazio prima di tutto il Capo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale Franco Gabrielli che ci ha consentito, insieme a tutte le organizzazioni coinvolte, di testare la macchina operativa della Provincia di Belluno. L’esito è stato positivo, gli strumenti che abbiamo in mano sono dinamici e devono essere costantemente aggiornati».

Al debriefing erano presenti anche i Prefetti delle province limitrofe di Treviso, Trento e Pordenone.

La riunione operativa si è conclusa con l’intervento del Prefetto Gabrielli che ha voluto ringraziare tutti i presenti per quanto fatto, ma il focus del suo discorso è stata proprio la criticità di comunicazione emersa: «Due regioni che hanno difficoltà a comunicare testimoniano un problema concreto. Bisognerà fare un’analisi dettagliata nei prossimi giorni e cercare delle soluzioni innovative, perché la comunicazione tra operatori è al vertice delle priorità. Bisognerà anche fare affidamento alla tecnologia, sviluppando progetti mirati».

«La pianificazione – ha continuato il Capo della Protezione Civile – è il “tema” della protezione civile e deve essere una pianificazione integrata con la realtà territoriale. E’ compito delle amministrazioni locali creare e testare i sistemi di intervento. Ciò che è avvenuto oggi qui ha dimostrato la vitalità dei territori dove le istituzioni sono presenti e di supporto alle operazioni di protezione civile. Regioni e Province hanno lavorato in modo proficuo e professionale».

«Infine – ha concluso il prefetto Gabrielli – non dobbiamo cadere nella trappola di pensare “speriamo non accada”, a noi non è richiesto di fare valutazioni: dobbiamo essere pronti a intervenire e soprattutto essere testimoni di una pianificazione precisa. Grazie a tutti».

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