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Manrico Dell’Agnola: dalla fotografia realistica al surrealismo fotografico. Domenica 8 settembre l’ inaugurazione della mostra al Golf Club di Asolo

manrico dell'agnola leggeraDomenica 8 settembre, alle 18 all’ Asolo Golf Club Cavaso (Tv), il fotografo-alpinista Manrico Dell’Agnola presenta la sua nuova produzione: “Dalla fotografia realistica al surrealismo fotografico; impressioni e grafiche di un fotografo visionario”.
Non è una novità che in locali dediti alla ristorazione si presentino mostre di artisti di vario genere; un modo semplice di promuovere le leccornie di una buona cucina e allo stesso tempo di accostarsi all’arte in modo meno accademico e più informale. Ma nel caso della “28° Buca” il ristorante dell’Asolo Golf Club di Cavaso (TV) è una vera tradizione proporre, da oltre un decennio, appuntamenti culturali  nelle sale della Club House, ai quali viene accostata ultimamente anche la degustazione del prosecco bellunese Centore.
Dopo gli splendidi affreschi di Veruska Boscaro, ispirati alle opere del Canova, il curatore della rassegna 2013, Dario Dall’Olio, propone quindi domenica un noto fotografo-alpinista, che ha fatto delle due sue grandi passioni, l’arrampicare ed il fotografare, motivo di affermazione professionale e, da alcuni anni, anche di espressione artistica.
Difficile stabilire se Manrico Dell’Agnola sia più conosciuto come l’alpinista, che sale le pareti più spettacolari della terra, o come il fotografo pubblicitario, impegnato nel realizzare immagini avvincenti capaci di rappresentare la filosofia di brand importanti; è certo che il percorso artistico intrapreso in questi ultimi anni trova forza ed ispirazione in entrambe le cose. Da un lato la grande sensibilità verso il paesaggio, che da oltre dieci anni è possibile apprezzare anche per i famosi “Archive”, i suoi ambiti calendari, di tiratura limitata, dall’altra la capacità di coglierne frammenti significativi grazie anche a punti di vista eccezionali che solo la grande dimestichezza con la montagna permettere di raggiungere.
Il titolo della vernice “Dalla fotografia realistica al surrealismo fotografico” indica chiaramente quali siano i passaggi focali che l’autore sta facendo e che domenica sera Mirta Amanda Barbonetti introdurrà ai presenti: un nuovo percorso artistico dell’uomo fotografo, la cui bravura è andata sempre ben oltre l’ottima padronanza della tecnica fotografica, caratterizzandosi per la sapiente capacità di aspettare l’attimo, individuare il particolare e l’inquadratura e stabilire il giusto taglio anche in post-produzione.
Tutte queste peculiarità nell’esposizione presentata alla “28° Buca” trovano forma in un’esasperazione dell’aspetto grafico, che il paesaggio riesce ad offrire a chi lo sa cogliere; paesaggio reso minimalista a volte  anche attraverso l’annullamento del colore e allo stesso tempo impreziosito dall’abbandono della carta fotografica a favore dello sviluppo su tela e su cartone. Piccoli dettagli che diventano grandi scenari con l’intento di andare al di là della soggettività della bellezza per esplorare l’oggettività del sentire.
Dell’Agnola, di estrazione agordina come alpinista, ma di formazione montebellunese come fotografo pubblicitario, avendo cominciato la sua carriera professionale a fianco del noto fotografo e regista Carlo Balzan, ha iniziato a  proporre questa nuova esperienza all’interno del Gruppo Sedna,  che dal 2010 riunisce una decina tra pittori, scultori e un fotografo, Manrico per l’appunto, provenienti da tutta Italia. Scopo del sodalizio è la promozione, nell’ambito dell’arte contemporanea,  di una comune ricerca linguistica, all’interno della quale la parola e il linguaggio sono affidati all’uso del colore e dell’immagine. In questo modo s’intende allargare la sfera dell’indagine artistica al rapporto arte-società, alla funzione dell’arte pura, alla ricerca degli assembramenti matrici e scenici e del linguaggio del corpo, alla ricerca del significato e del senso di fare arte.
Manrico Dell’Agnola ora vive a Farra di Mel (BL) forse non a caso in un punto di equidistanza dai luoghi simbolo della sua carriera.