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Cancellazione dei 135 toponimi in italiano nell’Alto Adige. Piccoli presenta un’interrogazione al ministro Delrio: “Fare chiarezza sulla paradossale decisione”

Giovanni Piccoli, senatore Pdl
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

Una interrogazione a risposta immediata destinata al Ministro Delrio per fare luce sulla cancellazione di 135 toponimi in lingua italiana dalla segnaletica dell’Alto Adige. A depositarla nei giorni scorsi è stato Giovanni Piccoli, senatore bellunese del Popolo della Libertà. “Occorre fare chiarezza. Non si possono fare questi passi a cuor leggero”, afferma Piccoli, commentando l’accordo raggiunto tra il ministro stesso e il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano per la cancellazione di 135 toponimi in lingua italiana dalla segnaletica e dalle guide ai sentieri di montagna presenti sul territorio dell’Alto Adige.

“In occasione di quell’accordo il Ministro ha dichiarato che l’intesa va nella direzione di una conquista della convivenza e del bilinguismo e che non si tratta di uno scontro di culture ma, al contrario, dell’avvicinarsi di una soluzione per un problema aperto da anni. Peccato”, nota Piccoli, “che l’applicazione dei contenuti di tale intesa porterebbe, ad esempio, all’impensabile risultato di vedere indicata la Vetta d’Italia non più con il toponimo in lingua italiana ma con la sua impronunciabile versione in tedesco, ossia Lausitzer Weg”.

Nella sua interrogazione il senatore del Pdl ricorda come la segnaletica e le guide ai sentieri e alle destinazioni di montagna siano strumenti predisposti al servizio dei turisti che, italiani in Italia ovvero stranieri provenienti da tutto il mondo, si recano anche in Alto Adige per godere dello splendido patrimonio naturalistico delle nostre vette. “Non solo”, sottolinea Piccoli, “è spesso accaduto che questi strumenti siano stati predisposti grazie a fondi provenienti da contributi di origine europea o statale”.

Non manca poi un paragone con situazioni analoghe ma trattate diversamente dallo stesso Governo. “Da notizie di stampa è emerso che una recente circolare del Ministero dei trasporti avrebbe al contrario imposto ai Comuni della Regione Sardegna l’abolizione delle indicazioni in dialetto sardo dai cartelli stradali che segnalano l’inizio e la fine dei centri abitati”.

Da qui le richieste di Piccoli al Ministro. “Ho chiesto a Delrio se intenda confermare la procedura avviata con il citato accordo e quali siano gli elementi di integrazione sociale e convivenza tra i popoli che lo stesso consentirebbe di raggiungere e se non ritenga opportuno motivare il diverso orientamento manifestato dal governo su analoghe problematiche emerse in sede nazionale”.

Piccoli chiede anche se “la soluzione adottata non sia anzi lesiva del diritto dei cittadini italiani di fruire di un servizio – quello delle informazioni turistiche – che viene erogato sul proprio territorio nazionale e per il quale, dunque, partecipano con le proprie finanze in qualità di contribuenti”.

E non manca nemmeno un riferimento alle misure di perequazione adottate negli anni, a cominciare dal fondo Brancher: “Vorrei sapere se, proprio in ossequio ai principi di equa convivenza, risultino al Ministro recenti interventi del governo finalizzati a sbloccare lo stanziamento dei fondi che la provincia di Bolzano deve annualmente garantire per i progetti presentati dai Comuni confinanti e appartenenti ad altre regioni a statuto ordinario e che, invece, per decisione unilaterale del governatore Durnwalder non sono ad oggi stati erogati”.

 

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