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sabato, Gennaio 23, 2021
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Elettrodotto Terna. Vogliono fare uno scempio!

elettrodotto ternaParte da Lienz va fino a Scorzè (VE). È un enorme elettrodotto predisposto per i 380 mila volt. I megapiloni saranno di un’altezza superiore ai 40 metri. Sarà una ferita visibile da tutta la città e oltre.

Il Nevegal è il colle di Belluno, il nostro giardino, fa parte del nostro panorama. All’altezza di 620 m. sul mare salteranno all’occhio gli enormi piloni e non i boschi e i prati verdi.

Vogliono rovinare la valle dei bellunesi già da sempre penalizzati.

Per noi dei paesi limitrofi sarà una disgrazia: per l’inquinamento elettromagnetico, i piccoli insediamenti di contadini e di allevatori saranno spazzati via; le api, che fanno ottimo miele di montagna privo di veleni, scapperanno; le caprette e le altre bestie si ammaleranno, e noi con loro.

traliccioAl posto di albe e tramonti vedremo gli altissimi piloni stagliarsi nel cielo.

Potrebbero farlo interrato, ma gli costerebbe di più, anche di manutenzione. Dice Terna: “Lì ci sono pochi insediamenti umani che non è detto rimangano!”

Ma chi è Terna? Una SpA, partecipata dallo stato.

Prenderebbe l’elettricità a Lienz e la porterebbe direttamente in provincia di Venezia per essere lì rivenduta. Passerebbe sopra le nostre teste, ma noi non ne trarremmo benefici, solo disagi.

Con la linea sono già arrivati a Ponte nelle Alpi, potrebbero proseguire fino alla pianura seguendo l’autostrada. La valle del Fadalto è già compromessa dall’autostrada A27, peraltro utile e agevole che ha eliminato interminabili code sulle strade che congiungono montagna e pianura.

La legge parla chiaro: le grandi infrastrutture devono essere preferibilmente fatte ove ve ne siano già delle altre. Perchè si vuole scegliere di rovinare un’altra valle, quando c’è la possibilità di non offendere ulteriormente il territorio di montagna? La via per l’autostrada sarebbe più diretta e più corta; perché questa scelta? Prima del nostro territorio la linea viene spesso interrata, perché da noi no? Quali gli interessi in gioco?

Su queste pendici non è permesso costruire, nemmeno un muretto. Vogliono imporci questa mostruosità, non c’è coerenza.

Stanno violando anche l’art. 41 della Costituzione che recita: L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

È lo Stato quindi ad andare contro la Costituzione per primo. Come può il popolo credere in uno stato che viola le leggi?

Questa opera viola inoltre gli art. 9 e 32 della Costituzione. (art. 9 La Repubblica […] Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. art. 32La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.)

Il ministero dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture, cosa fanno?

Abbiamo raccolto molte firme e come comitato abbiamo mandato una petizione di impatto ambientale al ministero dell’Ambiente perché fermi tutto questo.

Noi cittadini che cos’altro possiamo fare per ribellarci a questo scempio e per rendere visibile la nostra lotta?

Renata Bandiera

Immagini tratte delle locandine per la campagna di sensibilizzazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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