“La questione dei cervi deve essere approfondita con maggiore cautela e realismo. Si rischia di creare divisioni inutili, rinfocolare i vecchi schieramenti a favore e contro la caccia quando invece serve una visione più ampia che tenga in considerazione anche l’ecosistema e le ragioni degli agricoltori e dell’agricoltura. Anche per questo chiedo al governatore Zaia di rivedere certe sue posizioni troppo oltranziste”.
Lo afferma il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond che così si inserisce nel dibattito sulla caccia ai cervi.
“Non bisogna mai perdere di vista la realtà e la realtà ci dice che i troppi cervi stanno creando dei problemi all’agricoltura. Solo nella settimana di ferragosto sono stati colpiti diversi campi nella Valbelluna: un agricoltore ha perso tre ettari di mais per un danno quantificato tra gli 8 mila e i 10 mila euro. L’episodio è stato denunciato agli agenti della polizia provinciale ma tanti altri agricoltori non lo fanno più perchè sanno che ci sono pochi soldi a disposizione e che le pratiche sono troppo lunghe e farraginose. Quello delle devastazioni periodiche da parte della fauna selvatica è l’ennesima mazzata su un mondo, quello agricolo, che ha già dovuto fare i conti col maltempo”.
Bond evidenzia come il problema del surplus di ungulati crei problemi anche alla raccolta del foraggio. “In molti terreni dell’Alto Bellunese non si sfalcia più perchè i campi sono devastati”, illustra il capogruppo del Popolo della Libertà a Venezia.
“Insomma, mi auguro che Zaia consideri il problema nel suo complesso. Altrimenti si trovino i fondi per ripagare nella loro interezza i danni subiti dagli agricoltori, impresa ostica viste le ristrettezze di bilancio. Per non parlare del fatto”, conclude Bond, “che gli equilibri dei nostri ecosistemi vanno mantenuti e rispettati nell’interesse di tutti”.
A difendere i diritti dei cervi, pubblichiamo le osservazioni inviateci dalla nostra lettrice Tamara Panciera, che dice:
“E’ chiaro che si vuole preparare il via libera ad una mattanza di 1.100 cervi probabilmente già da settembre. Quello su cui non si vuole discutere è l’ attendibilità dei censimenti. Non si capisce come dai dati di Feder Agricoltura i cervi del Cansiglio siano passati da 400 nel 2004 a 3000 nel 2013 tenendo conto dei 2 inverni particolarmente nevosi che, a detta dei cacciatori stessi, avrebbero decimato il 70% degli ungulati.
Ricordo che freddo e neve (e la foresta del Cansiglio è una delle zone più nevose e fredde d’Italia) sono i grandi nemici di questi animali ed è importantissimo sfatare il luogo comune con cui si vuole giustificare l’abominio della caccia, che altro non è che soddisfazione di pochi (oltre il 90% degli italiani è contrario), con l ‘assenza di predatori naturali (orso e lupo) anch’essi sterminati dall’uomo. Infatti, come spiega l’etologo Carlo Consiglio nei suoi libri, nei mammiferi oggetto di caccia, come gli Artiodattili ed i Lagomorfi, la mortalità dovuta a predatori è normalmente solo una piccola percentuale della mortalità complessiva; quindi se viene a mancare la predazione non si ha nessuna modifica della grandezza della popolazione. Diverso è il caso dei roditori, in molti dei quali la mortalità dovuta alla predazione è una buona parte della mortalità complessiva; e quindi l’eliminazione delle volpi e dei mustelidi può portare ad un aumento dei roditori. Censimenti tutti da verificare, quindi. Inoltre – conclude Tamara Panciera – c’è la questione delle distanze di sicurezza necessarie per l’uso delle armi a canna rigata obbligatorie per l’abbattimento di questi animali (vedasi art.151 L.157 sulla caccia)”.


