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martedì, Settembre 29, 2020
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Sindaci che non vogliono perdere il treno

trenoParte dal Comune di Ponte nelle Alpi una ulteriore iniziativa a difesa del trasporto pubblico ferroviario locale del Bellunese e Alto Trevigiano.

Ad essere buoni, anzi buonisti, – recita la nota – si potrebbe dire che la Regione e Trenitalia stanno concentrando la loro attenzione in cure palliative per malato terminale nei confronti del Trasporto Pubblico Ferroviario del Bellunese e dell’Alto Trevigiano.

Ad essere buoni.

In realtà, guardando in prospettiva, pare evidente la finalità di rendere il Trasporto Pubblico Ferroviario sempre meno attrattivo e conveniente fino a giustificarne la chiusura.

Noi sindaci dei territori interessati pensiamo che sia tempo di una netta inversione di tendenza.

Dobbiamo poter offrire alla cittadinanza un servizio certo, più funzionale ed appetibile, utilizzabile da lavoratori pendolari, da studenti, da giovani, da turisti.

Quindi non sono più derogabili:

un concreto piano di rinnovo del parco rotabile diesel,

un miglioramento razionale delle strutture per raggiungere una velocità commerciale di 65 km/h nelle tratte servite dalle motrici diesel,

il coordinamento gomma-rotaia evitando sovrapposizioni e creando sinergie (corse TPL a pettine e lungo l’asse per portare alle stazioni di fermata),

il biglietto unico gomma-rotaia.

Al contrario si deplorano e denunciano

la mancata pianificazione e la realizzazione di interventi costosi che non hanno piena utilizzazione e seguito negli anni, vedi ad esempio l’intervento a Santa Croce, stazione nella quale, secondo il nuovo orario, non vi sarebbe più alcuna fermata;

il gravissimo uso indiscriminato di soppressioni di corse e di servizi,

il continuo deterioramento della velocità commerciale,

i ripetuti ritardi dovuti in gran parte alla carenza di manutenzione e rinnovo del parco macchine,

la mancata accessibilità a tutti gli utenti di ancora troppe stazioni, tra cui Ponte nelle Alpi e Conegliano che secondo il nuovo orario dovrebbero essere punti di “rottura di carico”,

lo stato di degrado delle stazioni e dei treni.

Ad oggi, in attesa di miglioramenti significativi delle infrastrutture e complessivamente del servizio restano imprescindibili pertanto:

il mantenimento, sia nei giorni feriali che festivi ,di più coppie, in diverse fasce orarie, di collegamenti diretti Calalzo-Venezia, Calalzo-Padova, Belluno-Padova e Belluno-Venezia,

l’aggancio delle corse dirette con le prime Frecce a Conegliano, Mestre e Padova per assicurare ai cittadini della provincia di Belluno le stesse opportunità disponibili ai residenti nelle altre province,

il mantenimento delle corse con adeguate carrozze per biciclette in tutti i giorni della settimana,

il ripristino di treni espressamente turistici e di richiamo (come un tempo c’erano la Freccia delle Dolomiti e il diretto Roma-Calalzo), stagionali, studiati per intercettare e richiamare flusso turistico specifico,

la creazione del biglietto unico gomma-rotaia,

il miglioramento del servizio di biglietteria automatica,

la conservazione e il decoro delle stazioni e delle pertinenze,

la condivisione delle modifiche all’orario con categorie di utenti, comitati e amministrazioni locali,

la presentazione degli orari definitivi almeno tre mesi prima dell’entrata in vigore,

la convocazione periodica ogni sei mesi di un tavolo di monitoraggio e miglioramento del Trasporto Pubblico Ferroviario con la presenza di utenti, comitati e amministrazioni locali,

il rinnovo del parco macchine e carrozze.

In questo contesto gli appassionati tecnici dei comitati che collaborano a questa protesta-proposta incontreranno nei prossimi giorni i tecnici oraristi di Trenitalia con lo scopo sottolineare le carenze e l’inapplicabilità dell’orario cadenzato, così come proposto dalla regione.

Orario, precisiamo, che ancora non abbiamo avuto modo di visionare nella sua versione integrale ed aggiornata, ma che, in base a quanto è stato presentato nell’incontro pubblico del 1/8/13, mostra tra le diverse debolezze un notevole aumento dei tempi di percorrenza, un annullamento delle differenze dell’offerta con treni veloci e lenti ed un complessivo peggioramento del servizio.

Conoscendo la loro passione e competenza siamo certi potranno portare un contributo significativo per migliorare e rendere meno devastante un piano orario creato a tavolino senza sentire le esigenze dell’utenza presente e potenziale.

Ben altro cambio di passo ci aspettiamo dall’amministrazione regionale sul Trasporto pubblico Ferroviario.

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