“Da anni soffriamo i disagi di una rete ferroviaria obsoleta – afferma Federico D’Incà, deputato bellunese del Movimento 5 Stelle – , l’inerzia di Trenitalia e della Regione Veneto che non capiscono l’importanza del trasporto ferroviario pubblico per i tanti pendolari del bellunese. Oggi, siamo di fronte alla goccia che fa traboccare il vaso: il mancato trasporto dei pellegrini bellunesi fino alla stazione di Treviso per intraprendere la strada verso Lourdes.
Pellegrini anziani e malati che solo grazie ai volontari hanno potuto proseguire il loro cammino, in un Paese come l’Italia dove ogni cittadino deve sopperire alla mancata lungimiranza di una classe politica che deve essere completamente rinnovata.
Prima di pensare a faraoniche autostrade di cui non si conoscono reali benefici e costi, il Veneto deve pensare all’attuazione di un progetto importante quale la metropolitana di superficie, un servizio che permetterà un sviluppo sostenibile e la creazione di un turismo diffuso indipendente dall’automobile. Un progetto fondamentale al fine di rispettare un diritto basilare dei cittadini: il diritto alla mobilità.
Siamo di fronte a scelte strategiche per il futuro della nostra Regione – conclude l’onorevole D’Incà – , è un obbligo morale della politica il recepimento delle soluzione e la condivisione degli obbiettivi con i cittadini e i comitati promotori di iniziative sul territorio”.

“Apprendo con profondo rammarico del disagio subito dai pellegrini bellunesi che, con l’impegno dell’Unitalsi, nonostante le precarie condizioni di salute, riescono a raggiungere Lourdes, nel tradizionale viaggio al santuario”.
Lo scrive il vicepresidente vicario della Regione Veneto Matteo Toscani in una lettera indirizzata al direttore Trasporti regionali Trenitalia ing. Maria Giaconia e, per conoscenza, al presidente della Regione Zaia, all’assessore Chisso e al presidente dell’Unitalsi di Belluno Tommaso Morandin.
“Non si tratta, quindi, – prosegue Toscani – di un “semplice” disservizio al sistema ferroviario assimilabile agli altri, bensì di una carenza con significative ripercussioni umane ed emotive.
Per quanto fondate, le argomentazioni tecniche non possono perciò essere una risposta soddisfacente. Al contrario ritengo che l’unica soluzione accettabile sia l’immediato ripristino del servizio dalla stazione di Belluno”.


