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lunedì, Giugno 27, 2022
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Prolungato per decreto il commissariamento della Provincia di Belluno. Ma il Bard non ci sta

belluno-provincia-autonomaIeri il Governo Italiano ha prolungato, con Decreto, il commissariamento della Provincia di Belluno.

“In spregio alla sentenza della Corte Costituzionale questo governo tenuto insieme con lo sputo da partiti in agonia, ripropone, con gli stessi contenuti, una legge costituzionale e un Decreto del Consiglio dei Ministri che svuota di ogni potere le province”.

Lo afferma in una nota il Movimento Bard, Belluno autonoma Regione Dolomiti

“Con disegni di legge e decreti (ovvero non leggi)  – prosegue la nota – priva del diritto elettorale per tre anni i cittadini bellunesi. Persevera in un comportamento illegittimo e incostituzionale oltre che politicamente indecente.

Tre giorni fa il Presidente Letta è andato a Bolzano affermando di “rispettare le autonomie locali”, concedendo ulteriori poteri alla provincia autonoma. Mentre con una mano elargisce a chi ha già molto, con l’altra toglie ai Bellunesi che non hanno nulla. Questa è l’idea di giustizia giusta che guida lo Stato. Protegge i forti e costringe alla morte civile le comunità senza potere. Ci fa un grande piacere essere trattati come cittadini indegni di diritti, ci induce a perseverare nella nostra condotta rispettosa della legge (della quale il Governo se ne frega), nella nostra ostinata ricerca di soluzioni pacifiche (mentre il Governo ci bastona). Ci aspettiamo che ceda alle regioni limitrofe tutto il nostro territorio dolomitico e ci deporti tutti in Nuova Zelanda. In ogni caso è lì che andranno a lavorare i nostri giovani senza lavoro e senza futuro. Almeno non si dovranno pagare il viaggio.

E i bellunesi che faranno? Cittadini e istituzioni rimarranno inerti e accetteranno quest’ulteriore ingiustizia, segno di disprezzo, senza battere ciglio? Diranno, come il solito, “comandi” al padrone di turno? O troveranno il coraggio civile e la dignità di esprimere i propri diritti ed esigere il rispetto delle proprie comunità?

Il BARD non ci sta.

Faremo di tutto perché i bellunesi, in quest’ occasione di laido disinteresse altrui, ritrovino l’orgoglio di riconoscersi in una comunità che s’è guadagnata da vivere con il proprio lavoro. Che s’è conquistata i diritti con sacrificio e fatica. Abbiamo superato due guerre, aspramente combattute sulle nostre montagne, abbiamo sopportato tragedie che hanno distrutto, per avidità altrui, intere comunità. Non sarà un governicchio tanto arrogante quant’è debole, a privarci del diritto di continuare a vivere dignitosamente sulle nostre Dolomiti. Chiamiamo i bellunesi all’esercizio della virtù civica dell’impegno personale e alla responsabilità della disobbedienza. Richiamiamo le istituzioni al dovere dell’unione a tutela dei nostri diritti fondamentali.

Se così non sarà, anche il BARD, che non ha la vocazione al martirio e al masochismo politico, andrà in vacanza. Abbiamo fatto laicamente e gratuitamente tutto quel che potevamo per resistere alla dissoluzione delle comunità dolomitiche. Con strumenti leciti e pacifici. Di fronte ad una violazione aperta e intollerabile delle leggi in assenza di reazioni non potremo che prendere atto che gli strumenti della democrazia e le buone ragioni sono insufficienti. E che la Repubblica italiana è divenuta un’oligarchia.

Se la società bellunese rimarrà inerte e supina di fronte a decisioni che la danneggiano in modo irreversibile – conclude la nota – allora non ci sarà altra possibilità che la resa senza condizioni”.

 

 

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