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L’onorevole Roger De Menech chiede un incontro urgente al premier Enrico Letta sulla “Questione Bellunese” in relazione alle autonomie

Roger De Menech, deputato Pd
Roger De Menech, deputato Pd

“Egregio Presidente del Consiglio, vorrei porre alla sua attenzione i temi locali che riguardano la Provincia di Belluno, dove vivo e dove amministro uno dei tanti piccoli comuni”.

Inizia così la richiesta di incontro urgente che Roger De Menech, deputato bellunese del Pd, ha inviato al premier Enrico Letta su quello che lo stesso De Menech chiama la “Questione Bellunese” , in relazione alle dichiarazioni sull’ autonomia espresse nel corso dell’incontro di lunedì 5 agosto a Bolzano.

“La situazione delle provincie montane, come la mia – prosegue De Menech – , è ormai una vera e propria emergenza. Lo dico all’Onorevole Letta che alcuni anni fa istituiva un fondo di riequilibrio che ancor oggi porta il Suo nome.

Le ricordo che in questi anni ed anche in questi ultimi mesi, molti dei nostri comuni hanno chiesto, stanchi di non essere ascoltati, di cambiare regione, utilizzando l’istituto del referendum.

La Provincia di Belluno, inoltre, è commissariata da quasi due anni e necessita quindi quanto prima di tornare al voto per dare un governo autorevole al nostro territorio; a questo si aggiunge una forte spinta popolare che autoconvocherà le elezioni provinciali per il mese di ottobre (in concomitanza con le elezioni di Trento e Bolzano), evento che rischia di aumentare ancor più la distanza fra lo Stato e la nostra Provincia.

Il 5 agosto 2013, in visita a Bolzano lei ha dichiarato: «Ho il culto dell’autonomia», un’autonomia la cui «tutela e valorizzazione per me sono sacri e fanno parte del programma di governo votato alla Camera e al Senato. L’Italia ha bisogno che questa provincia sia ancora più dinamica». “Porteremo avanti i temi dell’autonomia con altrettanta determinazione anche per Trento”.

E’ venuto il momento di riconoscere alla Provincia di Belluno quello che, per il tipo di territorio – che lei conosce bene – gli spetta: per il sottoscritto l’equità di trattamento fra territori omogenei è una priorità, poiché dare possibilità di vita e sviluppo al territorio montano bellunese non è solo una questione di sopravvivenza delle nostre genti, ma è riconoscere che territori identici non possono essere trattati in maniera così diversa.

Mi metto personalmente a suo disposizione per analizzare e costruire insieme la soluzione a questo “storico” problema, prendendo spunto, ad esempio, dai territori già gestiti con speciali autonomie – come le province limitrofe di Trento e Bolzano.

Alcuni temi di immediata attualità sono la situazione dei fondi di perequazione che insistono sul territorio della provincia: fondo “Brancher” e fondo “Letta”.

Il tema della provincia di Belluno si deve inserire in un progetto di Paese che deve assolutamente diminuire le disparità di trattamento che dividono i cittadini, creano conflittualità e non favoriscono uno sviluppo armonico tra tutti i territori.

Auspicando che il Suo Governo si dimostri sensibile ai problemi Veri del nostro Paese e alle sue specificità, rimetto al Suo Operato la mia fiducia, restando a disposizione in attesa di poterla incontrare personalmente.

Chiudo ricordandole l’invito che il comune di Longarone le ha rivolto per una sua visita in occasione del cinquantesimo anniversario del disastro del Vajont”.

 

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