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La cura dello sguardo, dal 3 agosto al I° settembre a Cortina d’Ampezzo

La cura dello sguardo, a cura di Gianluca D’Incà Levis ed Elisa Decet, in collaborazione con i Musei delle Regole di Cortina d’Ampezzo Museo Paleontologico “Rinaldo Zardini”

3 agosto – 1 settembre 2013

La cura dello sguardo

Per il secondo anno consecutivo, Dolomiti Contemporanee e i Musei delle Regole d’Ampezzo tornano a collaborare, con l’esposizione La cura dello sguardo presso il Museo Paleontologico.

I temi analizzati in questa mostra sono connessi a diversi aspetti dell’identità del territorio montano, e alle sue pratiche umane-sociali-antropiche. All’interno di questa prospettiva culturale si attua una riflessione sulla dimensione contemporanea della natura e dell’ambiente, com’è nel concept generale di DC013.

Lavorare alla costruzione di nuove immagini di natura contemporanea significa rifiutare il proliferare dei cliché propri di una natura intesa in modo stereotipo. In questo senso parliamo volentieri di verticalità d’approccio, di climbing attitudes. Con tali espressioni intendiamo sottolineare come la pratica culturale (e fisica) della montagna, e la sua riflessione su di essa, siano fatte di ricerca ed esplorazione, e procedano per azioni e picchi, e non per apologie acritiche e contemplatività nostalgiche. Non si guarda (esclusivamente) alla montagna del passato: si dà un contributo alla codificazione di una montagna contemporanea.

Il Museo Paleontologico è luogo estremamente adatto a sottolineare il connubio fra cultura e ambiente, tradizione e innovazione. E’ il custode delle origini della bellezza della Conca Ampezzana, e il testimone del lavoro di chi, come Rinaldo Zardini, ne ha saputo cogliere le profonde implicazioni.

Alcuni artisti avranno dunque la possibilità di confrontarsi con un’istituzione ben radicata sul territorio e con la sua ricchezza culturale-paesaggistica. Il tutto finalizzato al mettere in dialogo una collezione che continua ad arricchirsi con nuovi ritrovamenti e la sperimentazione di artisti contemporanei, la cui ricerca si basa sulla reinterpretazione innovativa della nostra società.

Il tema centrale sarà quindi la paleontologia intesa non solo dal punto di vista scientifico ma anche per quanto attiene le implicazioni storico-culturali. Il territorio come forgiatore di culture, la cultura come risorsa del territorio. Le climbing attitudes sono quelle attitudini fatte di tensioni che portano l’uomo a muoversi ed esplorare lo spazio creando una modalità della verticalità. Questa inclinazione è condivisa da artista e alpinista: un bisogno volto alla ricerca e alla reinterpretazione del mondo che li circonda. Una spinta verso l’alto intesa come punto a cui anelare (non necessariamente da raggiungere), per liberarsi dalla mera costrizione dell’umano immobilismo/dell’orizzontalità umana.

Proprio per sottolineare questa forte e reciproca interconnessione uomo-territorio, la presenza

degli artisti a Cortina si concretizza anche attraverso una Residenza, già in atto, a cui prenderenno parte Elena Mazzi e Valentina Merzi, due artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa.

La partnership tra il Museo Mario Rimoldi e Dolomiti Contemporanee, ha portato quest’anno ad un altro risultato. Negli ultimi due anni, il Museo Rimoldi ha inaugurato una nuova linea, riservando attenzione e spazio al Contemporaneo. Il progetto di collaborazione con DC prevede che le opere di alcuni degli artisti che partecipano alle esposizioni in programma, vengano selezionate, per entrare nella Collezione permanente del Rimoldi. In tal modo, la politica di acquisizione d’opere del Museo si apre concretamente al Contemporaneo.

Artisti: Gabriele Grones, Patte Loper, Elena Mazzi, Valentina Merzi, Maria Francesca Tassi.

Gianluca D’Incà Levis,

curatore di Dolomiti Contemporanee

 

 

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