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Commemorazione strage di Cima Vallona. Bond: “Sprezzante l’assenza di Bolzano. Intervengano prefetto e consiglio regionale!”

Dario Bond, consigliere regionale Pdl
Dario Bond, consigliere regionale Pdl

“Sprezzante e impudente l’assenza delle Istituzioni altoatesine alla commemorazione di Cima Vallona. Intervengano il Prefetto e la Presidenza del Consiglio regionale del Veneto”.

Cosi il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond giudica la mancanza di rappresentanti istituzionali altoatesini alla commemorazione di questa mattina a Cima Vallona (San Nicolò Comelico, Belluno), dove autorità civili e militari hanno ricordato la strage del 25 giugno 1967 ad opera del Bas (Befreiungsausschuss Sudtirol) che costò la vita e il ferimento di alcuni militari.

“Possibile che nessuno dei rappresentanti altoatesini fosse presente? E’ una mancanza di di rispetto e di sensibilità che deve farci riflettere. Forse per qualcuno quel tragico capitolo della nostra storia non è ancora chiuso e degno dei giusti onori. La cosa mi rammarica e mi preoccupa”, aggiunge Bond.

“Questa mattina erano presenti tutte le autorita’ militari e la rappresentanza nazionale dell’Ana a dimostrazione dell’alto valore storico e simbolico della giornata”, racconta Bond. “Come al solito è stata una commemorazione intensa e densa di significato. Purtroppo lo è stata per molti ma non per tutti come invece dovrebbe essere”.

“Da domani mi muoverò per fare in modo che il Consiglio regionale del Veneto invii una richiesta ufficiale di chiarimenti a Bolzano e prenda una posizione in merito. Allo stesso tempo chiedo che il Prefetto di Belluno si attivi con il suo parigrado bolzanino perchè un simile atteggiamento deve essere ripreso e condannato per le vie ufficiali”.

“Finchè come presidente del Consiglio bolzanino c’era Mauro Minniti, una rappresentanza istituzionale era sempre garantita. Oggi nessuno in Alto Adige sembra essersi ricordato di uno dei più vili attentati degli ultimi decenni. Di fronte a questi episodi della storia non ci dovrebbero essere né confini territoriali né tanto meno confini politici e partitici. Spero si possa ristabilire un percorso comune responsabile e maturo visto che, fino a prova contraria, apparteniamo tutti alla stessa Repubblica”.

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