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lunedì, Gennaio 18, 2021
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L’elogio di Ciambetti al nuovo statuto veneto e alla specificità di Belluno… che giace sulla carta

Roberto Ciambetti
Roberto Ciambetti

“I nuovi tempi richiedono strumenti nuovi: stiamo vivendo una svolta epocale e il cambiamento e la cosiddetta riforma delle Istituzioni vanno inseriti in questo contesto”. Lo ha detto l’assessore al bilancio della Regione del Veneto, Roberto Ciambetti, nel corso della tavola rotonda sullo Statuto e le riforme istituzionali svoltosi stamane a Palazzo Ducale a Venezia.

“Il nuovo Statuto del Veneto – ha precisato Ciambetti – è frutto del mutamento in atto e i suoi limiti nascono dalla nebulosità della fase che stiamo vivendo e dalla necessaria prudenza che ha ispirato il legislatore: sappiamo che la realtà attorno a noi muta, vediamo che stanno determinandosi nuovi equilibri anche internazionali, ma non è esattamente ancora chiaro e definito l’orizzonte. Pensiamo anche solo alle incertezze che ruotano attorno alla moneta europea e all’edificio comunitario, al bisogno di dare sostanza politica all’Europa e, di conseguenza, ripensare il ruolo delle Regioni e degli Stati nella futura Europa. Guardiamo anche solo a casa nostra e al dibattito spesso confuso attorno all’abolizione delle Province o alla costituzione di nuove realtà, pensiamo alle città metropolitane, e via dicendo”.

Ciononostante, per Ciambetti lo Statuto del Veneto ha saputo cogliere il bisogno di innovazione. Dall’istituzione del Consiglio delle Autonomie al taglio ai costi della politica, dalla affermazione della specificità di Belluno, benché quest’ultima sia circoscritta ad una mera enunciazione di principi. Al regolamento consiliare che disegna un ruolo nuovo per maggioranza e opposizione, fino alla nuova legge elettorale che permette ai cittadini di scegliere il proprio candidato. “Scelte strategiche importanti – ha aggiunto l’assessore –, come la nuova organizzazione del territorio, la gestione associata di servizi da parti degli enti locali, la spinta all’aggregazione dei piccoli comuni, trovano nello Statuto una fonte e un punto di riferimento, riaffermando come centrale e imprescindibile l’identità veneta, il ruolo del popolo veneto, la sua legittima aspirazione all’autonomia e all’autogoverno”.

“Lo Statuto – ha concluso Ciambetti – dimostra che, seppure davanti a un futuro incerto, non esiste una divaricazione tra le Istituzioni locali e la società veneta e tutti i suoi attori e protagonisti ed è testimonianza del saper agire localmente ma guardando attentamente al di là delle frontiere italiane”.

 

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