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Imu: non sanzionate i cittadini e le imprese. L’appello ai sindaci dai responsabili del Caaf, viste le incertezze normative

tasseA giugno stop al pagamento dell’IMU. Questo almeno il messaggio che milioni di italiani hanno recepito dai messaggi del governo e delle forze politiche.

In realtà l’IMU non solo è ben lontana dall’essere stata abolita, ma all’obbligo di versare l’acconto restano assoggettati milioni di italiani e parecchie migliaia di imprese, che entro il 17 giugno dovranno versare importi anche del 50% maggiori rispetto all’anno scorso.

E tutto questo in un quadro di riferimento non chiaro come dovrebbe. L’IMU, infatti, è stata oggetto di recenti e rilevanti modifiche normative che hanno riguardato proprio le modalità di calcolo della prima rata. Ciò ha creato rilevanti incertezze normative e interpretative.

Molte organizzazioni – soprattutto del mondo delle imprese, per le quali le incertezze sono maggiori – hanno chiesto al governo l’emanazione di un apposito provvedimento che permetta ai contribuenti di poter effettuare il versamento dell’imposta oltre la fatidica data del 17 giugno e senza vedersi costretti a versare le maggiorazioni per sanzioni.

Finora dal governo non è arrivata nessuna assicurazione e allora i responsabili dei principali CAAF della provincia hanno deciso di scrivere direttamente ai Sindaci.

In una lettera sottoscritta dai Centri di Assistenza Fiscale di Confartigianato, Acli, CGIL-CISL e UIL, APPIA-CNA e Ascom – che rappresentano più dell’80% dei contribuenti assistiti – si chiede ai Sindaci di non dar corso a procedimenti sanzionatori nei confronti dei cittadini e delle imprese che in sede di versamento dell’acconto IMU commettano qualche errore o incorrano in un ritardo. Quando è chiaro che non si tratta di negligenza – scrivono i responsabili dei CAAF – bisogna che i Sindaci riconoscano la particolare situazione di caos nella quale si sta operando e, quindi, la buona fede del contribuente.

La preoccupazione dei Centri di Assistenza Fiscale non è infondata, perchè negli anni scorsi qualche Comune ha addirittura avviato procedimenti sanzionatori per pochissimi euro e ciò nonostante una norma contabile imponga alle amministrazioni pubbliche di rinunciare alle somme che per essere riscosse comportano una spesa maggiore di quanto si dovrebbe introitare.

Ciò che auspicano, quindi, i responsabili dei CAAF è che i Comuni sappiano gestire con correttezza, equilibrio e buon senso una partita che è diventata delicata e sofferta a causa certamente della lunga crisi recessiva, ma anche di una fiscalità locale che tra IMU, Tares, Cosap e pubblicità ha raggiunto da tempo il limite di guardia.