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I Giornali del Vajont: martedì apre la mostra all’Archivio di Stato di Belluno sulle prime pagine del disastro del 1963

“I giornali del Vajont”. Le prime pagine dei quotidiani sul disastro del 1963 in mostra nell’antica Chiesa di Santa Maria dei Battuti dal 28 maggio al 28 giugno 2013; orari: lun.mar.gio. 8.15-17.30; mer.ven. 8.15-13.55. Ingresso libero

I giornali del Vajont - 28 maggio 2013Inaugurazione: martedì 28 maggio 2013, ore 17.45

Relatore: Mario Isnenghi, professore emerito di Storia contemporanea, Università di Ca’ Foscari; introducono: Adriana Lotto, presidente dell’Associazione Culturale Tina Merlin; Claudia Salmini, direttore dell’Archivio di Stato di Belluno

La mostra è curata da Mario Battiston informatore della memoria al Vajont, ed è promossa dall’Associazione Culturale Tina Merlin in collaborazione con l’ Archivio di Stato di Belluno, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Dal 28 maggio al 28 giugno saranno esposte in una mostra all’Archivio di Stato di Belluno le prime pagine dei quotidiani italiani dei giorni immediatamente successivi al disastro del Vajont del 9 ottobre 1963. La mostra si inserisce tra le iniziative in programma per il 50° anniversario della catastrofe e si propone di sollecitare una riflessione sul modo con cui la stampa italiana raccontò l’evento.

Sono esposte, riprodotte su pannelli, oltre una cinquantina di prime pagine di quotidiani sia nazionali che locali. Vi sono inoltre anche alcuni settimanali e giornali stranieri. Si tratta di un panorama esauriente del modo come la drammatica notizia fu trattata da giornali di diverso orientamento che, al di là dei dati di cronaca, misero l’accento su diversi aspetti. Ci fu chi denunciò subito, con decisione, l’esistenza di precise responsabilità e chi invece le escluse fin dal primo momento, privilegiando, quasi in modo esclusivo, soltanto i sentimenti della pietà, dell’orrore, della solidarietà ma senza indagare sulle cause vere della tragedia. In particolare, L’Unità, giornale del Pci, sottolineò la prevedibilità del disastro, forte anche degli articoli di denuncia scritti dalla sua corrispondente bellunese Tina Merlin fin dal 1959. Altri invece – e furono la maggioranza – esclusero che il disastro fosse prevedibile e che esistessero responsabilità politiche (compresi Giorgio Bocca e Dino Buzzati), fino ad accusare i comunisti di “sciacallaggio” (Indro Montanelli)..

Interessanti anche le scelte tecniche e le impostazioni grafiche (innovatrice, quasi rivoluzionaria per l’epoca quella del Giorno), i grandi titoli e le grandi fotografie, i talvolta lunghissimi articoli degli inviati e le descrizioni delle firme eccellenti del giornalismo italiano.

La mostra si propone anche di raggiungere le scuole, in quest’ultimo scorcio dell’anno scolastico, per educare gli studenti alla lettura critica dei giornali e per imparare a cogliere, al di là del modo con cui vengono date le notizie, la realtà effettiva che quelle notizie riescono a comunicare.

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