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Croazia nell’Unione europea dal I° luglio. Ciambetti: “Un’occasione di sviluppo anche per il Veneto”

Roberto Ciambetti
Roberto Ciambetti

“L’allargamento dell’Unione Europea alla Repubblica di Croazia, a partire dal prossimo primo luglio, rappresenta per il Veneto un’occasione straordinaria per mettere a frutto l’ultra trentennale rapporto di proficua collaborazione con questa terra posta sull’altra sponda dell’Adriatico e le sue istituzioni, in vista del varo del un nuovo Programma di cooperazione transfrontaliero tra Croazia e Italia”. Lo ha detto l’assessore veneto al bilancio, ai programmi FESR e alla cooperazione, Roberto Ciambetti, concludendo l’incontro bilaterale svoltosi stamane a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto a palazzo Ferro Fini, sul tema: “Il Veneto e l’entrata della Croazia nell’Unione Europea: opportunità, finanziamenti e prospettive di crescita per l’Alto Adriatico”.

Ciambetti ha ricordato che le prime relazioni tra Veneto e Croazia risalgono al 1978, alla costituzione della Comunità di Lavoro Alpe Adria. “Da allora i rapporti di scambio e di collaborazione si sono moltiplicati – ha precisato l’assessore –, grazie agli interventi attuati dalla nostra Regione per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell’Istria e nella Dalmazia, nell’ambito dell’Euroregione Adriatica, attraverso la sottoscrizione di protocolli d’intesa e l’attuazione di numerose iniziative progettuali finanziate da Programmi Nazionali e Comunitari e da Organizzazioni Internazionali, per finire con la costituzione del GECT “Euregio Senza Confini”, che vede attualmente la partecipazione di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Carinzia, ma prevede l’entrata appena possibile anche delle regioni croate”.

“Questo nostro patrimonio di conoscenze e di rapporti costruito nel corso degli anni – ha concluso Ciambetti –, fa sì che il Veneto si candidi naturalmente a un ruolo di protagonista nell’attuazione del futuro programma Interreg Italia – Croazia, la cui dotazione finanziaria si può quantificare tra i 150 e i 180 milioni di euro. Un traguardo che potremmo raggiungere se il nostro sistema regionale composto da pubblico e privato, da istituzioni e imprese, saprà, come ha già dimostrato di saper fare, lavorare di squadra, con determinazione e concretezza”.

 

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