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Aumento dell’Iva. Manzato: “Il provvedimento si tradurrebbe in una diminuzione di entrate di circa 300 milioni”

“Stiamo verificando una volta di più che lo Stato italiano è vorace quando si tratta di mantenere se stesso, e che essere vorace non vuol dire funzionare. Quello che mi stupisce, tuttavia, è la testardaggine di tanti sedicenti economisti, professori ma anche no, circa l’aumento di un punto dell’IVA già programmato per le prossime settimane, finalizzato ad incassare 2 miliardi di euro”. La prende larga l’assessore alla tutela del consumatore del Veneto Franco Manzato, su una questione che sta diventando rovente, posta a cavallo tra necessità di liquidità e giustizia sociale.

“Per me non si tratta di teorizzare di economia ai massimi sistemi, ma semplicemente di fare due conti, come ha fatto Confesercenti, secondo la quale l’aumento dell’IVA si tradurrebbe in una diminuzione di entrate di circa 300 milioni. Io mi limito a prendere per buone le rilevazioni ufficiali e il calcolo di Confesercenti mi sembra persino ottimista: il 7 gennaio scorso lo stesso ministero dell’economia comunicava nel Bollettino sulle entrate del Dipartimento delle Finanze che il gettito IVA nel corso del 2012 era diminuito dell’1,8 per cento, per un totale di un minor introito pari a 1,818 miliardi di euro. L’IVA era dunque “tra le poche voci negative delle entrate tributarie erariali del 2012”. Questo andamento all’ingiù è stato confermato dalla medesima fonte il 6 maggio scorso: nel primo trimestre del 2013 “prosegue l’andamento negativo dell’Iva (-1.241 milioni di euro, pari a -9,4%) per effetto della variazione negativa registrata dalla componente relativa agli scambi interni (-5,6%) e della variazione del gettito delle importazioni da Paesi extra Ue (-22,3%) che, spiega la Ragioneria, risentono fortemente dell’andamento del ciclo economico sfavorevole”.

“Proviamo ora a tradurre il tutto in italiano: se qualcuno spera di ricavare 2 miliardi dall’aumento di un ulteriore punto dell’IVA o è un illuso o è un sadico. Oppure è fratello gemello di quel tale che usava il martello per fare un dispetto alla moglie. Insomma: il calcolo era sbagliato in partenza. Da inesperto di magie economiche, ma da conoscitore di vita quotidiana, resto anch’io convinto che un simile aumento non farà altro che deprimere ulteriormente i consumi (dunque l’economia e le entrate pubbliche), senza utilità per alcuno ma anzi punendo una volta di più le famiglie meno abbienti e più numerose, che non possono scegliere cosa comprare ma pagherebbero di più i beni essenziali. Il che non è un fatto semplicemente riprovevole dal punto di vista sociale – conclude l’assessore – ma è anche anticostituzionale”.

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