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Divieto di dimora a Cortina per il sindaco Franceschi: “Ho fiducia nella magistratura e nelle istituzioni”. Ghezze: “Ora le dimissioni non possono più essere rimandate”

andrea franceschi«Ci sarà tempo e modo per commentare, esporre, rispondere alle accuse nate da parole cattive divenute macigni. Oggi però è il tempo del ringraziamento e della quiete». Lo scrive nella sua pagina di Facebook il sindaco di Cortina d’Ampezzo Andrea Franceschi riferendosi alla decisione odierna del Tribunale del riesame di Venezia, che gli ha revocato gli arresti domiciliari disponendo però il divieto di dimora a Cortina.

«Ringrazio la mia sorte. – prosegue Franceschi – Per la mia famiglia, per i miei genitori, per il mio bambino, grazie alle tantissime persone che hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà umana sotto le finestre che non potevo aprire e a coloro che per strada fermavano Martina e miei genitori per esprimere solidarietà. Oggi tornato a casa e porto al sole mio figlio per la prima volta. Solo chi non ha provato la perdita della libertà non può capire l’enorme violenza che essa costituisce. Per questo il mio primo pensiero va a coloro che di questo bene, per una ragione o per l’altra, non possono godere. Per questo la mia prima parola è di ringraziamento e di fiducia. Nelle mie azioni, nella mia comunità, nella magistratura e nelle istituzioni. Nonostante tutto, nonostante sia stato costretto al confino come un mafioso e da oggi debba dare la buonanotte al mio Stefano per telefono – sono infatti costretto a dimorare fuori Cortina a tempo indeterminato -, nonostante tutto io so di essere una persona fortunata. E anche un montanaro un po’ scorbutico come me alla fine si è commosso. Grazie di cuore…».

stefano ghezzeDi segno opposto il commento di Stefano Ghezze, capogruppo di “Per la nostra Cortina” e rivale di Franceschi, sconfitto da quest’ultimo nelle ultime elezioni amministrative a Cortina.

“Confermiamo e ribadiamo la linea. Cortina merita un sindaco a tempo pieno ma soprattutto presente sul territorio. La pronuncia del Tribunale del riesame di oggi – afferma Ghezze – non fa che aggravare una situazione amministrativa diventata ormai asfittica”.

“Lunedì abbiamo depositato una lettera in Comune in cui chiediamo le dimissioni del sindaco, dimissioni che – alla luce di questa pronuncia – non possono più essere rimandate”.

“Confermiamo la nostra volontà di non entrare nel merito della vicenda all’insegna del massimo garantismo, ma non possiamo negare il fatto che questa pronuncia azzoppa ulteriormente l’attività amministrativa. Questa maggioranza deve prenderne atto e agire davvero per il bene della comunità”.

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