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Acc Mel. Giovanni Piccoli: “Le industrie bellunesi sono state e sono laboratori di idee. Necessario trattenere in loco i brevetti”

Giovanni Piccoli, senatore Pdl
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

“La questione dell’Acc ci deve fare indignare e preoccupare ma soprattutto ci deve far riflettere su come il “cervello” di un’azienda non possa prescindere dal territorio”.

Lo afferma in una nota il senatore Giovanni Piccoli (Pdl), che così prosegue:

“In questo ultimo decennio il tessuto imprenditoriale bellunese ha modificato pesantemente il suo Dna. In particolare, abbiamo assistito a un progressivo allontanamento degli imprenditori originari, quelli nati e cresciuti nel e con il territorio.

Un processo inelubile forse, ma fino a che punto?

Penso che nell’euforia della crescita – quando ancora la crisi non mordeva – nessuno si sia reso conto fino in fondo che un proprietario non valeva l’altro.

Finanziarie, grandi nomi dell’Industria e holding varie se da un lato hanno proiettato le nostre aziende in un ambito internazionale (e questo non è affatto un male), dall’altro lo hanno snaturato inserendole all’interno di un macrocosmo societario che le ha quasi inghiottite. Anche qui è prevalsa la logica dei numeri con buona pace di alcuni fattori “caratterizzanti”, a cominciare dall’estrema specializzazione della nostra manodopera.

Tornare indietro ora è quasi impossibile e forse non servirebbe a nulla: il mondo è cambiato e le logiche che governano l’economia, volenti o nolenti, sono diverse da quelle che avevano governato il “miracolo Nordest”.

Ma se dei margini ci sono dobbiamo percorrerli con determinazione.

A mio avviso – afferma il senatore Piccoli – , qualcosa si può fare.

Innanzitutto serve un governo politico forte capace di approntare una politica industriale seria. Penso che nel caso Acc un soggetto di riferimento autorevole avrebbe agevolato le trattative e forse non ci troveremo a questo punto.

Da tempo poi sostengo la necessità di trattenere in loco alcuni brevetti. Le industrie del Bellunese sono state – e lo sono ancora – dei laboratori di idee. Non dimentichiamoci l’eccellenza rappresentata dall’occhialeria ma anche dallo stesso polo tecnologico del freddo. Quante idee nate qui sono “emigrate” contribuendo alla ricchezza di altri? Lo stesso stabilimento austriaco dell’Acc è cresciuto in questi ultimi anni grazie alle conquiste di quello zummellese.

Servono nuove regole improntate a quella che da più parti viene definita “responsabilità sociale” dell’azienda. Non è protezionismo, bensì la semplice constatazione che di fronte a un mercato sempre più aggressivo servono dei meccanismi di salvaguardia.

Su questo penso debba essere avviato un confronto su tutti i livelli: dalla Camera di Commercio al Governo nazionale.

Nessuno vuole rinchiudersi a riccio, ma dobbiamo valorizzare quello che abbiamo. Questa crisi ha cambiato le regole del gioco e noi dobbiamo aggiornarci. Altrimenti non torneremo più a vincere.

Ho visto con soddisfazione che questi temi sono diventati un “sentire comune”. Ho trascorso il Primo maggio all’Acc di Mel e ho toccato con mano quanto forte sia la simbiosi tra questo stabilimento e il territorio che lo circonda. Da questo legame – conclude il senatore Giovanni Piccoli –  bisogna ripartire”.

 

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