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sabato, Gennaio 23, 2021
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Dalla terra la verità * di Silvano Martini

Silvano Martini
Silvano Martini

Qualcuno potrà anche pensare che l’Autonomia sia un sogno irrealizzabile, ci sta. Ma proprio non riesco a capire chi da anni si occupa di politica e di amministrazione in provincia di Belluno e si ostina a difendere la gestione disastrosa che il Veneto ha fatto del nostro territorio trattato come una colonia da saccheggiare.

Da un po di tempo in provincia c’é un furore, una fretta di cedere fette di sovranità alla bassa veneta, ammettendo implicitamente di non essere capaci di gestire il proprio territorio. Ci si comporta come un padre o una madre che, invece di occuparsi dei propri figli, chiamano i servizi sociali per affidare allo stato quelli cui dovrebbero amore e cure. Qualcosa vorrà pur dire se il sindacato bellunese rimette al trevigiano il controllo del nostro territorio, se unionfidi ad esempio, non é più bellunese ed é stata svenduta ai veneziani. Non sará un po strano Se dei primari impiegati nella sanità bellunese pochissimi vivano nel territorio o se l’unica banca di credito cooperativo che ha sede nel bellunese é la Cassa Rurale di Cortina, eredità dell’impero Asburgico. Eppure sappiamo bene che chi controlla la raccolta del risparmio e l’erogazione del credito controlla l’economia di un territorio e dispone di un potere immenso soprattutto ora che la crisi morde sempre più duramente. Perché si fa finta di non capire che l’Autonomia é indispensabile al bellunese ? Perché si fa finta di non sentire la voce che si alza dal popolo bellunese che chiede rispetto e opportunità che altrove abbondano ?

Noi del BARD chiediamo a gran voce e, diciamolo c, con una straordinaria capacità di mobilitazione delle persone e delle coscienze, che si provveda al più presto a ridisegnare i confini amministrativi del Veneto lasciando che il nostro territorio diventi autonomo e possa finalmente dotarsi di politiche adatte alle sue peculiari condizioni.

Il territorio autonomo di Belluno Dolomiti deve stare con Trento e Bolzano non perché lo dice il BARD o perché lo chiedono da decenni migliaia di cittadini della montagna dolomitica ma semplicemente perché é nell’ordine naturale delle cose.

La provincia di Belluno, come quelle di Trento e Bolzano del resto, é territorio interamente montano e fa parte della convenzione delle Alpi. Questo non vale per il resto del Veneto. Se anche l’Europa ci considera diversi dalla regione alla quale improvvidamente apparteniamo qualcosa vorrà pur dire.

Noi vogliamo poter costruire, o meglio ricostruire, una comunità alpina che ha bisogno di ritrovarsi, di riorganizzarsi attorno a modelli che valorizzino il lavoro, la cooperazione, lo sviluppo sostenibile. Il rispetto per un territorio meraviglioso che ci offre mille e mille occasioni di lavoro e sviluppo che vanno semplicemente colte. Se questo non avviene é anche perché chi amministra, chi sta da anni e anni al vertice di associazioni e istituzioni bellunesi non é capace di scelte che altrove, vedi i territori interamente montani di Trento e Bolzano. hanno prodotto e producono buoni risultati.

 

Ieri é venuto da me un carissimo amico, ottantenne. Egli si occupa da anni dei beni collettivi ed é un profondo conoscitore delle Regole, degli uso civici ed in generale del rapporto tra l’uomo ed il territorio. Mi ha portato in dono alcuni semi di una varietà particolare di zucchine ed un vasetto pieno di terra, con alcuni germogli che facevano capolino dalla terra, nera e grassa, del vaso. Credo veramente che in quel semplicissimo dono sia rappresentato al meglio il messaggio che il mio amico ha portato a me e che idealmente giro a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui. Le possibilità di riscatto per la terra delle Dolomiti, per il territorio bellunese con tutte le sue meraviglie, passano per il ritorno alla terra, alla sua valorizzazione responsabile, che non si misura in euro al metro quadrato ma con la qualità dei prodotti che essa é in grado di generare.

Dalla terra e dall’acqua delle Dolomiti può nascere l’uomo nuovo di cui abbiamo forte bisogno perché solo con solide radici l’albero della regione Dolomiti crescerà forte e sano.

Occorre ora che più persone possibile partecipino alla costruzione della regione Dolomiti. Dare una mano é facile e tutti sono chiamati. Si tratta in fondo solo di amare la propria terra !

 

Silvano Martini

 

 

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