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mercoledì, Agosto 10, 2022
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“Resistere per Ri/esistere”: nessuna valenza politica nella sparizione dell’installazione d’arte contemporanea di Alfonso Lentini e Aurelio Fort

resistere per riesistereSe è vero che l’arte contemporanea deve suscitare delle emozioni e talvolta, ahimè, delle azioni, non c’è dubbio che l’installazione “Resistere per Ri/esistere” con le su 1.001 pietre realizzata dagli artisti Aurelio Fort e Alfonso Lentini ha colto nel segno.

In primo luogo, appunto, per l’emozione evocativa del messaggio in essa contenuto. Ovvero la diffusione della memoria storica e dei valori della Resistenza, quale punto di partenza per Ri-esistere. Un progetto di forte impatto sulla Città, sorretto dal blog e dai network  per ricordare le fondamenta della nostra Repubblica. Da dove veniamo, insomma, in modo particolare oggi, che gli eventi sembrano offuscare i contorni e le certezze che sembravano consolidate.

Al progetto dell’opera hanno aderito il Comune di Belluno, la Cgil, l’Anpi provinciale, l’Isbrec ed ha avuto il sostegno di Comitato dell’Aics e Collezionismo filatelia numismatica di Belluno.

Giovedì scorso, dunque, 1.001 pietre numerate con la firma di chi aveva aderito al progetto, distribuite nel centro città con impressa la scritta “Resistere per Ri/esistere”, hanno emozionato ed incuriosito i bellunesi. Un’azione artistica che ha coinvolto e raccolto numerose adesioni, espandendo e rilanciando un messaggio che ciascuno ha interpretato e fatto proprio unendo il proprio sasso e il proprio grido di libertà a quelli degli altri.

Un’emozione che avrebbe dovuto accompagnarci fino a domenica 28 aprile, sia pure con l’indicazione degli artisti Alfonso Lentini e Aurelio Fort che coloro che avessero voluto prelevare qualche sasso per dislocarlo altrove e diffondere il messaggio avrebbero potuto farlo.

Qualche sasso, non certo il prelievo di tutti e 10 i quintali, perché a tanto ammontava il peso complessivo dell’installazione “evaporata” nella notte tra il giovedì e il venerdì.

Sconcertanti effetti collaterali dell’arte contemporanea, per la quale non c’è pace, sottoposta inesorabilmente a sfregi di ogni genere.

“L’ho fatto per impreziosirla” dichiarò nell’ottobre dello scorso anno l’ “artista” russo Vladimir Umanets, nel sfregiare la tela di Rothko. Ma la cronaca è piena di episodi di questo genere, dall’ “artista” francese che più volte tentò di distruggere Fountain, il celebre orinatorio di Marcel Duchamp, firmato nel 1913, agli sputi sulle tele di Lucio Fontana rinvenuti a Milano, e gli insulti a Picasso ed ai contemporanei Hirst e Cattelan.

L’unica rassicurazione nei fatti accaduti a Belluno, sta nella dichiarazione inviata alla stampa degli autori del gesto, che riporta “felicemente” l’episodio in ambito artistico:

“Mi preme sottolineare che tale atto non è assolutamente stato eseguito con lo scopo di estirpare la memoria della Resistenza nel giorno dedicatole, in quanto il mio pensiero in questo contesto è il medesimo dell’artista”.

 

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