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Preoccupazione all’Appia per la nuova normativa che riguarda gli installatori di impianti da fonti rinnovabili

Dal 1° agosto 2013, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 28/2011, saranno operativi i nuovi sistemi di qualificazione degli installatori di impianti da fonti rinnovabili e migliaia di operatori potrebbero rimanere esclusi dal mercato.

Da tale data infatti il provvedimento legislativo attuativo della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili prevede, all’art. 15, che la qualifica di Responsabile Tecnico per l’attività di installatore di impianti da fonti rinnovabili possa essere conseguita con la laurea in materia tecnica specifica, oppure il diploma di scuola secondaria e almeno 2 anni di inserimento in azienda, o ancora con il titolo di formazione professionale ed almeno 4 anni di inserimento in azienda.

Nel Decreto non viene fatto riferimento all’abilitazione che la normativa attuale riconosce ai Responsabili Tecnici, ovvero coloro che sottoscrivono la cosiddetta “Dichiarazione di Conformità”, che abbiano almeno 3 anni di esperienza come “operaio specializzato”. Per le aziende e i responsabili tecnici che si trovano in questa situazione è previsto, come condizione per continuare ad operare, un corso obbligatorio di 600 ore.

Mirko Guerra
Mirko Guerra

“ Si tratta di un onere incomprensibile, sottolinea il neo presidente degli installatori dell’APPIA Mirko Guerra, che penalizza chi da anni ha acquisito le professionalità necessarie allo svolgimento dell’attività direttamente sul campo e che ora si troverebbero a dover frequentare un corso di 600 ore con un consistente esborso economico e un impegno temporale di circa 3 mesi e mezzo. Il tutto per continuare a svolgere la stessa attività portata avanti prima dell’entrata in vigore del provvedimento. Siamo dinnanzi ad una invenzione tutta italiana in quanto la Direttiva 2009/28//CE a cui il decreto dovrebbe dare attuazione non esclude dall’elenco di chi è autorizzato ad installare gli impianti le persone che hanno una esperienza lavorativa comprovata.”

maurizio-ranon“ Sul tema – ricorda il direttore dell’APPIA Maurizio Ranon – è stata predisposta dalla CNA una proposta di mozione per modificare l’art. 15 del D. Lgs 28/2011 che è stata inviata ai parlamentari bellunesi chiedendo, come sta accadendo in tutta Italia, di sottoscriverla condividendo le ragioni in essa contenute. Si tratta di una questione che ha un impatto rilevante sul tessuto imprenditoriale e quindi occupazionale se si considera che sono coinvolte in questa situazione circa 4.000 imprese a livello regionale di cui 400 nel solo territorio bellunese che, da agosto, senza attestato di frequentazione al corso, non potrebbero più operare.”

 

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