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Fauna selvatica: approvata la legge per indennizzi e contenimento. Ogni anno nel Bellunese 300 incidenti stradali provocati dagli ungulati. In aumento i danni causati dai cinghiali

consiglio regionaleVenezia, 11 aprile 2013 – “Con la legge approvata oggi si prevede finalmente un sostegno a quegli agricoltori ed allevatori che hanno subito danni consistenti dalla presenza indiscriminata di cinghiali nelle loro proprietà, e si dà la possibilità di ridurre numericamente questi animali anche all’interno dei Parchi, ad esempio quello della Lessinia Veronese e quello dei Colli nel Padovano. Una risposta concreta agli agricoltori che da mesi sono in attesa di indennizzi e di piani di contenimento efficaci, finora impossibili proprio per la disciplina dei Parchi”. E’ il commento dei consiglieri leghisti Paolo Tosato, Gianpiero Possamai e Bruno Cappon all’approvazione, avvenuta stamattina in Consiglio regionale, di una legge per la gestione della fauna selvatica nel territorio regionale.

Il Consiglio regionale del Veneto, inoltre, ha approvato un emendamento con il quale stabilisce che la Regione deve rispondere di tutti i danni provocati dalla fauna selvatica su tutte le strade del territorio regionale di ogni ordine e grado. “E’ un traguardo storico”, affermano il capogruppo del Pdl Dario Bond e il consigliere del Pd Sergio Reolon, a margine dell’assemblea che ha discusso il progetto di legge 311 “Iniziative per la gestione della fauna selvatica nel territorio regionale precluso all’esercizio della attività venatoria”.

“Questa modifica è frutto di un lungo dibattito che abbiamo portato avanti nelle Commissioni competenti”, affermano Bond e Reolon, sostenitori dell’emendamento. “In alcune realtà del Veneto, come il Bellunese, il fenomeno è cresciuto con il tempo fino ad assumere contorni preoccupanti e che hanno destato un alto livello di allarme sociale. Basti pensare ai comitati nati in Agordino, solo per citare un esempio”.

Con l’emendamento approvato oggi dal Consiglio regionale del Veneto si vanno a eliminare tutte le limitazioni della normativa originariamente proposta che circoscrivevano il risarcimento regionale ai danni subiti nella rete viaria regionale, provinciale e comunale nei territori preclusi all’esercizio della attività venatoria e nella rete viaria immediaramente confinante.

“Erano condizioni troppo restrittive”, affermano i due consiglieri regionali di Pdl e Pd. “Senza contare le difficoltà interpretative con cui gli uffici si sarebbero trovati a fare i conti”.

“In termini pratici”, affermano i due esponenti politici bellunesi, “la giunta dovrà dotarsi di una copertura assicurativa più ampia in grado di dare certezza ai cittadini che si imbattono in incidenti con la fauna selvatica”.

Bond concentra l’attenzione sugli aspetti più procedurali: “La giunta dovrà anche semplificare le procedure di risarcimento che finora sono state spesso farraginose. Sarà necessario monitorare l’attuazione di questa norma che – va sottolineato – è rivoluzionaria”.

E sulla portata “storica” dell’emendamento si sofferma anche Reolon che da presidente della Provincia aveva più volte sollecitato la Regione ad adottare misure più incisive: “Sul punto si era espresso anche il Consiglio provinciale di Belluno chiedendo più attenzione”, ricorda Reolon.

I dati, del resto, parlano di un vero e proprio fenomeno: ogni anno, in provincia di Belluno, gli incidenti stradali causati da ungulati sono circa 300. In questo dato non è compresa la casistica dei danni con cinghiali, in costante aumento soprattutto nel Feltrino e nell’area attorno al Massiccio del Grappa.

“Ora si cambia passo”, concludono Bond e Reolon.

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