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Crisi Acc Mel: spunta una luce in fondo al tunnel. Donazzan, Bond, Piccoli: “C’è una cordata di imprenditori italiani pronta all’acquisizione”

ACC (ex Zanussi) Mel Belluno
ACC (ex Zanussi) Mel Belluno

“C’è una cordata di imprenditori italiani seriamente intenzionata all’Acc di Mel. Si tratta di una proposta seria, concreta ma soprattutto credibile sia dal punto di vista finanziario che gestionale”.

A dirlo sono l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan e il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond dopo aver incontrato una delegazione di imprenditori pronti ad acquisire lo stabilimento dell’Acc di Mel (Belluno), una delle realtà produttive più importanti della Valbelluna con i suoi 620 lavoratori attualmente in pericolo.

L’incontro si è tenuto nella sede di Veneto Lavoro in via Ca’ Marcello a Mestre. Al tavolo – oltre all’assessore regionale e al consigliere Bond – ha preso parte anche il neosenatore del Pdl Giovanni Piccoli.

Una riunione strettamente operativa dove la cordata imprenditoriale ha illustrato agli esponenti politici del Popolo della Libertà la propria proposta di rilancio dello stabilimento zummellese.

“Ovviamente in questa fase occorre essere molto cauti e fare un passo alla volta, anche per questo non possiamo aggiungere dettagli”, rimarcano Donazzan e Bond. “Quello che è certo è che finalmente si vede una luce dopo il buio pesto di questi ultimi mesi. La proposta prevede il consolidamento dei rapporti con i fornitori ma anche con le banche in un’ottica di sinergia con l’intero indotto”.

Proprio sull’indotto si è concentrato Piccoli che allo stesso tempo ha confermato l’intenzione di proporre un’interrogazione urgente al Ministero per lo Sviluppo economico sulla necessità di trovare un coordinamento europeo sulla gestione di questo genere di crisi: “Non è possibile che nel caso di un’impresa con stabilimenti in più nazioni, paghino quelli che si trovano nello Stato con più garanzie per i lavoratori. L’Italia non può soccombere solo perchè garantisce quegli ammortizzatori sociali che altri – come l’Austria – non hanno”, rimarca Piccoli.

Dal canto suo, Donazzan si è detta pronta a difendere la proposta imprenditoriale in tutte le sedi opportune, dal Ministero agli organi austriaci: “Questa proposta, volta all’innovazione del prodotto, va nell’interesse di tutti, anche dei nostri vicini con i quali abbiamo instaurato un confronto serio e costruttivo. La collaborazione tra Italia e Austria in questa delicatissima fase è fondamentale”.

“Quello che serve a Mel”, prosegue Bond, “è un piano industriale serio e che tenga in considerazione il rapporto della fabbrica con il territorio. Un legame indissolubile che è anche un innegabile valore aggiunto”.

 

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