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Giunta regionale: cura dimagrante per le società partecipate indirette

 

giunta-regionaleSu proposta dell’assessore al bilancio e agli Enti locali, Roberto Ciambetti e in esecuzione delle deliberazioni del 2010 e 2012 che avevano monitorato le attività delle società controllate e stabilito limitazioni e riduzioni dei costi (compensi, consulenze, sponsorizzazioni, ecc.), la Giunta regionale del Veneto ha approvato un provvedimento con il quale vengono emanate apposite direttive alle società partecipate dalla Regione per l’avvio di processi di razionalizzazione delle partecipazioni societarie detenute dalle stesse, al fine di attuare politiche di contenimento della spesa.

Il sistema regionale, infatti, è composto innanzitutto da società partecipate in via diretta. Di queste l’Ente ha la proprietà delle quote azionarie o sociali (talune sono gestite attraverso la finanziaria Veneto Sviluppo) e, a loro volta, le stesse hanno acquisito partecipazioni in altre società, le cosiddette partecipazioni societarie regionali indirette.

Roberto Ciambetti
Roberto Ciambetti

“Proseguendo nell’opera di razionalizzazione e snellimento dell’apparato regionale complessivo che da tempo abbiamo intrapreso – spiega Ciambetti –, intendiamo riordinare anche il sistema delle partecipazioni indirette, non solo per necessità di adeguamento a un quadro normativo notevolmente mutato, ma in quanto ciò risponde a quegli obiettivi di efficienza gestionale e di equilibrio economico – finanziario che ci siamo dati”.

In sintesi, la Giunta ha stabilito che le società direttamente partecipate o controllate dalla Regione del Veneto, a esclusione di quelle per cui è in atto un procedimento di cessione, dovranno presentare entro il prossimo 31 marzo un documento ricognitivo e una proposta di piano di razionalizzazione delle società dalle stesse partecipate, in base a criteri di opportunità strategica, a considerazioni sugli assetti del personale, al trend dei risultati economici, ecc. Le società strumentali che ricevono dalla Regione affidamenti ‘in house’, dovranno nel proprio piano prevedere obbligatoriamente la dismissione di tutte le partecipazioni in società che non abbiano oggetto analogo a quello delle società partecipanti e che siano incompatibili con i requisiti dell’”in house providing”. Dovrà, inoltre, essere valutata l’eventuale convenienza di fusioni, anche di singoli rami d’azienda, con la società partecipante. Le partecipazioni che non possono essere mantenute in capo alla società o che comunque si vogliono dismettere, potranno essere poste in liquidazione, o cedute a terzi, o conferite alla Veneto Sviluppo o, infine, trasferite alla Regione.

Dopo che gli uffici regionali avranno valutato i piani presentati, la Giunta approverà il programma di riorganizzazione delle società indirette con l’obiettivo di ridurre da un terzo alla metà le attuali sessanta partecipazioni indirette.

“Su indicazione del presidente Zaia – ha concluso l’assessore Ciambetti – questo processo di razionalizzazione sarà esteso alle partecipazioni detenute oltre che dalle società anche dagli enti regionali”.

La Regione ha intrapreso da tempo un percorso di razionalizzazione delle partecipazioni regionali: qualche anno fa ha conferito alla Veneto Sviluppo una parte considerevole di quote di otto società detenute direttamente e nei mesi scorsi, anche in ottemperanza alle nuove disposizioni normative in materia, ha avviato un importante riassetto del sistema che porterà, tra l’altro, alla dismissione delle quote di quattro società (College Valmarana Morosini S.p.A., Rovigo Expò S.p.A., Insula S.p.A., SIS S.p.A.) e alla fusione di altre quattro “immobiliari” (Terme di Recoaro S.p.A., Società Veneziana Edilizia Canalgrande S.p.A., Immobiliare Marco polo s.r.l., Rocca di Monselice s.r.l.) in un’unica società di gestione.

 

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