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Terremoto frode fiscale in Veneto. Zanoni: ““Accertare le responsabilità politiche e smascherare il sistema marcio e corrotto””

Andrea Zanoni eurodeputato Idv
Andrea Zanoni eurodeputato Idv

Milioni di fondi neri e arresti illustri. In manette l’ex segretaria di Galan (quando era Governatore del Veneto). Zanoni: “Zaia spalanchi le porta della Regione per far entrare la luce e gli inquirenti. Accertare fino a che punto arriva questo sistema marcio e corrotto”

“Invito Zaia a spalancare le porte della Regione Veneto agli inquirenti e alla magistratura, e lo invito da subito a rendersi disponibile per far costituire parte civile la Regione Veneto in tutti i processi che ci saranno a carico degli arrestati”.

E’ l’invito dell’eurodeputato Andrea Zanoni a seguito del giro di fatture false, fondi neri scoperti e agli arresti che hanno coinvolto anche l’ex segretaria di Giancarlo Galan. “Vista l’entità dello scandalo e il fatto che lo stesso Colonnello Nisi della Guardia di Finanza ha ammesso che bisogna percorrere anche la strada della politica, credo che sia necessario fare massima chiarezza e scavare fino in fondo anche all’interno della Regione Veneto”.

“In Veneto ci sono in ballo opere e infrastrutture come il Mose, e non solo, che valgono miliardi di euro. Per questo va subito fatta massima chiarezza sui presunti fondi neri legati agli appalti – attacca Zanoni – Invito anche le associazioni ambientaliste e di tutela del territorio a seguire la vicenda in vista di possibili costituzioni di parte civile. Se esiste un “sistema Veneto” che si basa davvero su corruzione e fondi neri legati agli appalti, allora questo deve essere smascherato subito”.

Secondo quanto sta emergendo, si tratta di una frode fiscale di circa 10 milioni di euro (20 miliardi di vecchie lire) fatta di fondi neri e tangenti. Arrestati Piergiorgio Baita e Nicolò Buson, rispettivamente patron e responsabile amministrativo della Mantovani spa, Claudia Minutillo, ex segretaria di Giancarlo Galan al tempo in cui era Governatore del Veneto, e ora Ad di Adria Infrastrutture spa e William Colombelli, a capo della Bmc Broker srl con sede a San Marino. Sempre secondo le accuse, la Bmc di Colombelli avrebbe fatturato in modo illecito dal 2005 al 2010 consulenze tecniche e scientifiche per 10 milioni di euro contabilizzate alle società collegate: Adria Infrastrutture, Consorzio Venezia Nuova, Thetis, Palomar, Dolomiti Rocce, Talea, Veneto Strade, Veneto Acque, Passante di Mestre, Autorità portuale di Venezia. La Mantovani è l’artefice di alcuni progetti sui quali Zanoni è intervenuto in sede europea per sospette violazioni delle normativa ambientale come la Valdastico Nord A 31, o altri sui quali ha attirato l’attenzione delle autorità come il disinquinamento di Porto Marghera, il progetto stradale Nogara-mare, la nuova Valsugana e il progetto autostradale Treviso-mare.

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