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La ricetta di Giovanni Piccoli (Pdl) per rilanciare il turismo. “Meno burocrazia, fondo ad hoc, reti d’impresa, formazione gratuita e riduzione Iva”. Ma è la solita spaghettata al pomodoro servita come specialità la vigilia del voto

Piccoli“Un fondo speciale per le imprese turistiche, un maggiore coordinamento nelle politiche di promozione e una riduzione dell’Iva. In materia di turismo il Pdl ha le idee chiarissime, proprio quelle che servono al Bellunese che da anni è alla ricerca di una vero sviluppo turistico”. Ecco la ricetta del candidato al Senato del Pdl Giovanni Piccoli, sindaco di Sedico da nove anni.

Peccato che Berlusconi prima con Forza Italia e poi con il Pdl abbia avuto quasi vent’anni di tempo per attuarla e solo ora, alla vigilia del voto, se ne parli. Con argomentazioni peraltro che non hanno nulla di nuovo. Come la solita spaghettata al pomodoro con la fogliolina di basilico presentata come una nuova specialità da gourmet.

“La proposta del Pdl, formalizzata negli ultimi giorni anche dal presidente Berlusconi – sostiene Piccoli – , ruota attorno alla creazione di un fondo ad hoc destinato a favorire gli investimenti in beni durevoli, l’innovazione di prodotto, la digitalizzazione delle imprese o della rete di imprese così da garantire anche alle più piccole la possibilità di accedere ai più sofisticati canali di distribuzione online. Inoltre si vuole favorire anche l’aggregazione di imprese senza per questo rinunciare alla qualità dei servizi offerti che spesso sono a conduzione familiare e ben radicati nel territorio. Tutto questo si dovrà accompagnare a una forte sburocratizzazione, come ci chiedono i nostri operatori nel corso delle riunioni sul territorio”, prosegue il sindaco di Sedico, convinto che serva un segnale anche sul fronte della tassazione: “Il Pdl è favorevole a un’Iva ridotta per il turismo, premessa base per ritornare davvero a competere con le principali potenze turistiche straniere. C’è poi da risolvere il problema sempre più gravoso della concorrenza sleale che abbiamo in casa, quella che quotidianamente viene esercitata nei confronti dei nostri operatori dai vicini delle Province autonome”.

Altro capitolo è quello formativo: “Per essere competitivi i nostri operatori devono essere messi nelle condizioni di formarsi. Per questo penso a dei percorsi di formazione biennali gratuiti da finanziarsi con fondi specifici, che sono presenti soprattutto a livello comunitario”.

Non manca un accenno alle politiche generali: “Serve rilanciare l’attività del Ministero del Turismo, potenziando il coordinamento tra Stato e Regione: dobbiamo renderci conto che devono essere superati i campanilismi e che le nostre Dolomiti, già patrimonio Unesco, possono crescere se c’è un marchio Italia forte e credibile. Da soli non si va da nessuna parte”.

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